mercoledì 14 Ottobre 2026
Ultimo aggiornamento · 27 Settembre alle 11:02

Lavis e le antiche miniere – ilMulo.it Educational

10 Marzo 2020
2 min di lettura

Ragazzi, e se vi dicessimo che in passato a Lavis  c’erano delle miniere  e che l’attività estrattiva era molto importante, ci credereste? Nelle colline che circondano Lavis è possibile trovare ancora alcune buche o grotte che  i nonni chiamano “Busi Canopi”. 

Questo nome deriva dal tedesco “Bergknappe” che significa appunto “minatore”. Ed era un’attività molto sviluppata in Trentino, attorno all’anno 1000.

Questo è ilMulo Educational: benvenuto!

Nei giorni della chiusura delle scuole per il Coronavirus, ilMulo.it lancia un nuovo progetto: una serie di contenuti – in continua evoluzione – pensati per bambini e ragazzi (ma senza limiti di età).

Scopri la storia del paese con un linguaggio semplice e mettiti alla prova con i nostri quiz. L’obiettivo è di riuscire ad ampliare sempre di più una collezione a disposizione di genitori, insegnanti e ragazzi. Per imparare ad amare Lavis fin da piccoli (e continuare a farlo anche da grandi)!

Clicca qui per accedere a tutti i contenuti Educational!


VUOI STAMPARE QUESTO ARTICOLO? SCARICA LA VERSIONE PDF


La galena argentifera


Nel sottosuolo delle colline di Trento c’erano grandi quantità di un  materiale molto prezioso , chiamato  galena argentifera . Da lì si ricavavano il piombo e l’argento. Per questo, le colline a est di Trento hanno preso  il nome di “Argentario”. 

I giacimenti di galena argentifera arrivavano fino a Lavis e anche qui si cominciò ad estrarre e lavorare questo minerale.

Il codice Vanga


L’attività di estrazione era così importante che un Principe Vescovo, Federico Vanga, nel 1215 decise stabilire delle regole molto precise per  la gestione delle miniere e dei minerali estratti.  Queste leggi sono contenute nel “Codex Vangianus” e sono fra le più antiche d’Europa.

Per lavorare nelle miniere il Principe Vescovo, o i Conti del Tirolo, avevano chiamato i tedeschi, perché in quel momento erano  i minatori più abili  che ci fossero.

Le miniere e l’Avisio


Il paese di Lavis era molto importante perché  grazie all’acqua dell’Avisio  il materiale estratto poteva anche essere lavorato. La forza dell’acqua era il motore che muoveva le ruote per  la frantumazione e lavaggio del materiale . Inoltre, dava la forza ai mantici per la  fusione dei metalli . Infine sempre l’acqua veniva utilizzata per il raffreddamento.

Ancora oggi, in un vicolo vicino al ponte di ferro, è possibile vedere una casa chiamata  “la casa del colo dei minerali”  dove si ottenevano il piombo e l’argento.

Le miniere e la chiesa


La presenza dei  minatori tedeschi a Lavis  era così numerosa che decisero di costruire una piccola  chiesetta vicino all’Avisio . La dedicarono ad un santo delle loro terre: Sant’Udalrico. Nel corso degli anni la devozione verso questo santo divenne sempre più importante e quando crebbe il paese di Lavis si decise di  ingrandire anche questa piccola chiesetta .

Nel tempo, venne ingrandita più volte… fino ad arrivare al 1777 quando si realizzò  la chiesa così come la vediamo oggi! 


Ora prova il Quiz!


[wpViralQuiz id=7958]

 

 

 

Daniele Donati

Daniele Donati

Nato a Trento nel 1972, laureato in Economia Politica all'Università degli studi di Trento. Impiegato commerciale è appassionato di economia e di storia. Attualmente è vicepresidente dell'Associazione Culturale Lavisana.

Lascia un commento

Your email address will not be published.