Autore: Giovanni Rossi

Giornalista, scrive per "Vita Trentina". Per decenni è stato il corrispondente da Lavis per "L'Adige". Memoria storica e appassionato di cinema, ha lavorato come tuttofare per il Comune di Lavis fino alla pensione. Scrive per "Il Mulo" dopo essere stato una delle colonne del giornale digitale "La Rotaliana".

Rolly Marchi, il lavisano doc che non dimenticò mai il suo paese natio

Il noto lavisano, di cui ricorrerà il centenario dalla nascita il prossimo 31 maggio, mantenne sempre un forte legame con il suo paese di origine dove spesso tornava anche per organizzare importanti eventi sportivi

Quando c’era l’autarchia e a Lavis si raccoglievano le ortiche per confezionare i tessuti per i soldati

Negli anni difficili della prima guerra mondiale tutto poteva diventare una risorsa per il sostentamento della popolazione locale

Lavis, arriva il nuovo patto per la chiesetta di Loreto

Recentemente è stato rinnovato l’accordo con il comitato Christmaspiazzaloret per la cura e la gestione della storica chiesetta degli Spiazzi

Buona Pasqua a tutti i lettori de ilMulo.it

In occasione della Pasqua vi riproponiamo un vecchio articolo di Giovanni Rossi intitolato “La misteriosa scomparsa del campanaro a Lavis nella settimana di Pasqua”

Lavis, un nuovo parco al posto del vecchio cimitero della chiesa di Sant’Udalrico

Al posto dell’antico cimitero arriverà il parco sullo stile di “hortus conclusus”. Dalla zona del riposo eterno si passerà così a quella del buon riposo, quello giornaliero però

Lavis, siamo in biblioteca comunale ormai da mezzo secolo

Nelle parole di Giovanni Rossi il passato, il presente e il futuro della biblioteca comunale di Lavis

Lavis, se ne è andato Luigi Mogna

Persona impegnata e sempre disponibile è stato per anni un punto di riferimento per le istituzioni e per le associazioni del Comune

Quell’ultimo Natale di guerra sul Pristol

Un Natale difficile ma sempre magico se guardato con gli occhi di un bambino

Dalle colonie ai campeggi, storie delle estati lavisane di un tempo, quando ancora non c’era il coronavirus

Ora tutto è fermo e bisogna consolarsi con i ricordi. Nei boschi di Masen o in quelli di Dimaro, tanti ragazzi sono cresciuti in compagnia, creando un vero senso di comunità

Le filande che riempivano Lavis e le famiglie che coltivavano gelsi e bachi da seta

Oggi è ormai un settore dimenticato dell’economia del paese: ma un tempo era uno dei più importanti

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