Una vita per i vigili del fuoco. Mezzocorona piange Fausto Pichler, ucciso dal coronavirus

Era ricoverato da domenica al Santa Chiara di Trento. È morto tre giorni dopo il fratello Renzo, fondatore del Gruppo Multiservizi

Fausto Pichler
Fausto Pichler

MEZZOCORONA. Ogni sera arriva l’aggiornamento sui dati del coronavirus e sembrano solo numeri, in aumento o in calo. Poi arriva anche una notizia che ti fa ricordare che dietro quei numeri ci sono soprattutto persone, ci sono famiglie e ci sono comunità. E non è certo un altro numero, quello dell’età avanzata, che può essere da consolazione.

Così Mezzocorona ha perso, per colpa del coronavirus, uno di quegli uomini che hanno contribuito a costruire la memoria collettiva e sociale del paese. Fausto Pichler aveva 74 anni compiuti da poco. Per 27 era stato comandante dei vigili del fuoco. È rimasto in servizio fino ai 60 anni, quando si è ritirato per raggiunti limiti di età. Ma ancora era pompiere onorario e presidente dei vigili del fuoco fuori servizio. È morto al Santa Chiara di Trento, dove era ricoverato da domenica.

La storia del paese


Soprattutto – come ricorda su Facebook il sindaco Mattia Hauser – Fausto era depositario della storia del paese. Dietro ai suoi baffi e al suo sorriso c’era incarnata l’identità di Mezzocorona. Lui la viveva con semplicità e con un carattere tipicamente trentino. Ma era – forse senza saperlo – un esempio per i più giovani. «Fausto chiamami, dimmi che non è vero. Ricordami le vasche al monte, tira fuori la tua macchina fotografica», scrive ora il sindaco.

Il fratello Renzo


Uno spietato intreccio di destino ha fatto sì che Fausto morisse tre giorni dopo il fratello Renzo Pichler. Renzo è stato ucciso da un altro male, non dal coronavirus. Aveva fondato la cooperativa Gruppo Multiservizi, con l’obiettivo di creare lavoro per chi non lo aveva. Ne è stato il presidente per oltre trent’anni.

Ora i due fratelli Pichler sembra abbiano voluto darci un insegnamento diverso, il più terribile: dietro a quei numeri, di chi muore per coronavirus o per un altro male, ci sono sempre delle persone. Delle storie, delle vite che meritavano di continuare. E che noi dobbiamo rispettare anche restando a casa, sconfiggendo questo virus.

Giornalista professionista, laureato in storia, direttore responsabile del Mulo. Scrive per Il Fatto Quotidiano e per il Trentino, talvolta per laStampa.it. È direttore dell'Associazione Culturale Lavisana. (Scrivi una mail)

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