La pro loco di Lavis celebra la bellezza dei fiori: «Così possiamo migliorare il nostro paese»

Il primo evento dell’anno è anche l’occasione per fare bilanci e programmi

L'edizione 2020 di Lavis fiorita

LAVIS. “Lavis fiorita” è storicamente il primo appuntamento dell’anno per la Pro loco di Lavis. È l’occasione per dare un riconoscimento pubblico a coloro che contribuiscono a rendere il paese più bello, addobbando balconi o aiuole (a ognuno viene consegnata una pianta). Ma è anche l’occasione per fare un bilancio sull’anno appena trascorso, magari anticipando quello che succederà nei prossimi mesi. Lo ha spiegato Paolo Scaramuzza, presidente della pro loco da quasi un anno.

Il futuro di “Lavis fiorita”

In futuro “Lavis fiorita” potrebbe assumere un significato diverso, o semplicemente ampliarsi ulteriormente. Per esempio, si potrebbe riprendere il sogno di una mappa degli alberi di Lavis, che in passato era curata dal compianto Carlo Devigili. Oppure si potrebbe pensare a gruppi di cittadini che si prendano cura, autonomamente, di aiuole o altri angoli del paese. Come ha spiegato il vicesindaco Luca Paolazzi, esisterebbe già uno strumento. Il consiglio comunale ha approvato un regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni (tutte le informazioni si trovano online). «Ognuno può prendersi cura di un’aiuola, una struttura o una piazzetta. Ogni privato o ogni associazione può fare un accordo con il Comune per contribuire a mantenere più vivo il nostro territorio». Come per esempio è stato fatto in piazza Loreto.

Ma non solo. C’è anche Art Bonus, come spiega l’assessore Franco Castellan. È un’iniziativa governativa che permette ai cittadini di diventare mecenati. Nel caso lavisano, si possono acquistare piante e fiori per abbellire il giardino dei Ciucioi. La donazione può essere poi detratta del 65 per cento (ma anche per questo tutte le informazioni si trovano online).

Paolo Scaramuzza

Qualcosa di nuovo

Per il resto, la pro loco non ha in cantiere grosse rivoluzioni, ma una serie di miglioramenti agli eventi in programma. Per esempio, il carnevale (20 febbraio) – dice Scaramuzza – potrebbe coinvolgere il Museo degli usi e costumi del Trentino per dargli una più forte connotazione culturale. Il 25 aprile c’è “Di maso in maso, di vino in vino“: «Stiamo lavorando perché questo evento possa andare avanti con le sue gambe».

Poi c’è “Porteghi e Spiazi“, dal 10 al 12 luglio: «Ci viene richiesto di cambiare la formula. Non deve essere solo un evento enogastronomico, ha bisogno di essere arricchito – dice Scaramuzza –. Cercheremo di coinvolgere le associazioni per farlo diventare una vetrina del paese».

Marino Osti e Giovanni Holzer

Una particolare sensibilità

In primavera e in estate Giovanni Holzer e Marino Osti – due appassionati fotografi – hanno intanto immortalato i fiori, fra Lavis, frazioni, masi e San Lazzaro. Le loro foto sono poi diventati due filmati, proiettati ieri. «La scorsa estate è stata particolarmente calda: è incredibile come tante persone siano comunque riuscite a far crescere fiori tanto belli – spiega Holzer –. Quando siamo andati a fare le fotografie, siamo sempre stati accolti benissimo. Ci siamo fatti l’idea che chi ama i fiori abbia anche una particolare sensibilità».

E così l’evento, presentato da Andrea Zanetti, è stato una celebrazione di questa sensibilità. Grazie anche a una particolare colonna sonora, con l’esibizione del Coro sociale di Pressano, prima nella versione delle voci femminili e poi quella al gran completo.

Il coro sociale di Pressano

Giornalista professionista, laureato in storia, direttore responsabile del Mulo. Scrive per Il Fatto Quotidiano e per il Trentino, talvolta per laStampa.it. È direttore dell'Associazione Culturale Lavisana. (Scrivi una mail)

X