Per 24 ore sul Monte di Mezzocorona: lo straordinario record di Manuel Degasperi

Entra nel Guiness World record superando di 315 metri il suo predecessore: un’impresa riuscita nonostante le crisi, il sole e la grande pioggia, sempre con il supporto di centinaia di persone

MEZZOCORONA. La storia di un’impresa alla fine si traduce in un numero: 20.865 metri di dislivello positivo, pari a quasi 33 salite del Monte di Mezzocorona. È questo il record mondiale di salita a piedi, raggiunto in 24 ore da Manuel Degasperi: 38 anni, originario di Sardagna, oggi vive a Nave San Felice, frazione di Lavis.

Dalle 10 di sabato 27 aprile alle 10 di domenica 28: prima con il sole, poi sotto la pioggia. Non si è fermato un attimo, se non durante le rapide discese in funivia. Alla fine ha superato di 315 metri il record precedente, detenuto da un altro trentino: Andrea Daprai.

La partenza sabato: sullo sfondo papà Giorgio che ha premuto il grilletto dello starter

Storia di un record

Nello spiazzo della funivia, Manuel è stato incitato da un centinaio di persone durante le 24 ore. «Ci vorrà qualche giorno perché riesca a rendermi conto di quello che ho fatto – dice alla fine dell’impresa, che dedica al figlio Oscar –. Ho avuto due-tre crisi di quelle giuste, ma sono riuscito a superarle».

Il momento peggiore intorno al dodicesimo giro, nel pieno pomeriggio di sabato, quando per un problema di alimentazione e per il caldo ha sentito venir meno le forze. «Fino ad allora si era nutrito solo con barrette energetiche e liquidi, siamo intervenuti introducendo cibi solidi e alimenti più complessi», spiega la nutrizionista Alberta Miori.

Manuel dopo l’arrivo, con la sua gente

(Quasi) 33 salite

Nel giorno dell’impresa, durante le 32 salite (e un bel pezzo, fino a sfiorare le 33), Manuel non è mai rimasto solo: tanti amici lo hanno accompagnato, a turno, per fargli da supporto morale e per portare la borraccia. Il sabato sera il piazzale della funivia, a valle del Monte, si è trasformato in una festa: con musica, birre e panini serviti dalla Sat.

Poi di notte è arrivata anche la pioggia, un vero e proprio acquazzone intorno alle 4. «Il sentiero era come un torrente e il problema più grande era che il freddo mi bloccava le gambe e l’ho patito soprattutto durante gli ultimi giri», dice Manuel. Ma non si è mai arreso. Ha continuato a salire, metro dopo metro, ora dopo ora. Fino allo scoccare delle 24 ore e alla conferma dei giudici: «È un nuovo record».

Giornalista, laureato in storia, direttore responsabile del Mulo. Scrive per Il Fatto Quotidiano e per il Trentino, talvolta per laStampa.it. È direttore dell'Associazione Culturale Lavisana. (Scrivi una mail)

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