Quattro passi nella storia alla scoperta dei alcuni tesori del capoluogo trentino
Trento. Dopo due anni di stop e rimandi a causa della pandemia, tornano le Giornate Fai di Primavera a concludere il mese di marzo. In Trentino le aperture saranno dislocate in quattro punti: in Val di Fiemme con una mostra sulle Stufe a Olle, a Denno con una visita alle sue chiese, in Vallagarina alla scoperta di alcuni tesori della Destra Adige e infine nel capoluogo, che avrà come protagonista il quartiere della Busa.
Nato nel 1975, il FAI, acronimo di Fondo per l’Ambiente Italiano, è un ente privato che ha come scopo quello di tutelare, valorizzare e promuovere il patrimonio storico, artistico e culturale italiano. Fra i numerosi eventi organizzati dall’ente a tal fine, due sono quelli di maggior rilievo: le giornate FAI di Primavera e le Giornate FAI d’Autunno, dove in ogni regione vengono aperti e resi fruibili al pubblico alcuni beni che solitamente non sono visitabili.
Il rione della Busa
Fulcro delle giornate FAI 2022 in Trentino sarà il rione della Busa, noto per essere il più piccolo della città, ma non per questo privo di storia. Situato ai piedi della collina e cinto da uno sperone di roccia, il quartiere è nato durante il XVI secolo sulle sponde della roggia grande, che dal Fersina si diramava verso il centro della città. La collocazione nei pressi del corso d’acqua ha fatto che si che sorgessero una serie di attività economiche quali molini e fucine che hanno reso il rione, che all’epoca si trovava già di per sé in una posizione periferica, una vera e propria zona industriale della città.
Durante questo fine settimana, accompagnati dai narratori della delegazione del FAI di Trento, sarà possibile addentrarsi fra le vie del quartiere sulle tracce dell’antica roggia (ancora oggi ben visibili) e alla scoperta delle arti e dei mestieri un tempo praticati, per immergersi, anche solo per un breve istante, nella tranquilla routine di una Trento di qualche secolo fa.
Per l’occasione sarà inoltre possibile fare visita anche al soprastante Convento di San Bernardino, con la sua chiesa di impronta francescana, i chiostri e la suggestiva biblioteca con la quadreria.

La Cappella del Simonino
Spostandosi verso il centro, si potrà infine visitare la Cappella del Simonino presso palazzo Bortolazzi Larcher Fogazzaro, uno dei luoghi cardine della storica vicenda del piccolo Simone che ha fortemente segnato i rapporti della città con la comunità ebraica.
La visita a questo piccolo gioiello situato nel cuore del centro storico, porterà i visitatori a ripercorrere una delle pagine più importanti e tristemente famose della storia di Trento.

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