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“Sona tuti i campanei”. La storia di San Nicolò e la tradizione che a Lavis rischiava di essere perduta

4 Dicembre 2019
1 min di lettura

“San Nicolò da Bari,
la festa dei scolari,
la festa dei putei…
Sona tuti i campanei.”

Questa vecchia filastrocca risuonava un tempo per le vie di Lavis e dei paesi circostanti, la sera del 5 dicembre, giorno che precede la festa di San Nicola. Era quasi un preludio, per molte parti del Trentino, di momenti festosi ben più importanti come il giorno di Santa Lucia o il giorno di Natale, da sempre deputati alla gioiosa distribuzione di doni ai bambini.

Spostarsi qualche chilometro più a nord il timido scampanellio si trasforma tutt’oggi in una notte “magica” evocatrice di misteri e paure ancestrali, in cui si scontrano potentemente il male ed il bene. Alla fine, diciamo all’alba appunto del sei dicembre, il bene trionfa cacciando le tenebre e i fantasmi della notte e lasciando regali e dolci per i bimbi più buoni.

I krampus che sbucano fuori, ogni anno, a Lavis

La lotta fra bene e male

Il bene è personificato in San Nicolò (Sankt Nikolaus per la lingua tedesca), figura importantissima per il culto cattolico, probabilmente collegato storicamente ad un vescovo di Myra, in Asia minore, vissuto durante il V secolo. San Nicolò indossa sempre l’abito talare, porta la mitra (il classico copricapo vescovile e cardinalizio) e tiene in mano un grande pastorale, il bastone ricurvo simbolo del potere vescovile.

Il Santo usa distribuire caramelle e sacchettini contenenti dolci ai bimbi. A volte può essere accompagnato da angeli. Sempre è accompagnato o preceduto da un chiassoso corteo simbolizzante il male. Il male è rappresentato dai Krampus (figure simili ai Cavezai della Valle di Cembra), sorta di figure diaboliche spesso munite di campanacci e sempre dotati di particolari “frustini” composti da fasci di rami, coi quali terrorizzano e percuotono chiunque capiti loro a tiro. I Krampus indossano spesso grosse maschere mostruose sormontate da corna, oppure lunghe parrucche nere e la faccia sporca di fuliggine ed emettono urla spaventose e suoni gutturali.

La tradizione a Lavis

A Lavis la mattina del 6 dicembre San Nicolò faceva visita ai bambini dell’asilo portando piccoli doni e promuovendo il bene. Vestito di rosso e con la barba bianca (simile all’attuale Babbo Natale) era aspettato con ansia da grandi e piccini. La tradizione di origine ottocentesca fu mantenuta dalla signora Carmela Merlo e si interruppe nel 1961 quando queste ricorrenze vennero ritenute “non necessarie”.

Tutti ricevevano qualcosa (mele, noci o caramelle) che l’anziano santo vescovo, qualche volta aiutato da un’angelo, estraeva dalla sua grande gerla. A scuola finita i più grandi, andavano a suonare i campanelli cantando questa filastrocca: “San Nicolò da Bari, la festa dei scolari, la festa dei putei, che i sona i campanei“.

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Andrea Brugnara

Andrea Brugnara

Architetto e appassionato della vita

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  1. Sempre se posso intervenire con un chiarimento storico : La Carmela Merlo, nel corso di un’intervista di qualche decennio fa, mi aveva raccontato che lei aveva iniziato a fare il San Nicolò solamente per l’Asilo Infantile di via Clementi (poi diventata casa Pisoni) a partire dagli anni ’30 e cioè da quando aveva iniziato il lavoro nel suo bazar di famiglia ai piedi del 3° Vicolo del Pristòl ! Era andata avanti poi con l’Asilo alle Canossiane fin quasi agli anni ’60 e poi aveva lasciato l’incarico ad altri. Lei però era solamente il San Nicolò per l’Asilo Infantile, per l’Oratorio e per qualche sfilata sporadica in mezzo al paese,ci pensava allora la Filo “La Vetta” con i vari Toller,Varner,Brugnara,Righetti al seguito. Per qualche edizione il San Nicolò, pubblico, venne anche impersonato dal Fortunato – Nato – Zeni, nell’epoca delle sfilate carnevalesche da Piazza Loreto – Ricovero (Casa di Riposo) … E’ ricordata ancora l’edizione 1944 del San Nicolò con tutti fotografati dal Bepi Fontana davanti al primo ingresso del Rifugio sul Pristòl e postati sulla roccia all’esterno … Tutto qui , tanto per la cronaca , saluti a tutti quanti !!!

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