“Bisogna vivere la vita”: il Dante di Vivaldelli, nelle parole di una diciottenne

Per la conferenza sulla Divina Commedia, fra più di 1.500 persone, al PalaRotari c’era anche Giulia, studentessa di quarta superiore. Le abbiamo chiesto di raccontarci com’è andata

MEZZOCORONA. Lo scorso 12 febbraio Gregorio Vivaldelli ha portato la Divina commedia al PalaRotari. È stato un successo di pubblico, con circa 1.500 persone presenti e il “tutto esaurito”. Fra i tanti spettatori, alcuni di loro erano giovani e giovanissimi: e questo è forse il dato più interessante.

Abbiamo deciso allora di cambiare prospettiva. Abbiamo chiesto a Giulia Merler, una ragazza di 18 anni, di scrivere un articolo per il Mulo. Di raccontarci cosa le è rimasto di quell’incontro, nella speranza di dare ai nostri lettori un punto di vista diverso dal solito. Lo trovate qui sotto.


Vivere la vita

Il 12 febbraio 2019 il professor Gregorio Vivaldelli ha tenuto una conferenza sulla Divina Commedia di Dante Alighieri, al teatro delle cantine Rotari di Mezzocorona. Vivaldelli ha riletto la Comedìa, e gli argomenti che tratta, alla luce dei tempi nostri. E con una velata ironia ha detto che quei fatti accadevano solo nel Medioevo.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita”… Dante ci fa capire che la vita bisogna viverla. Bisogna stare on life, perché passare il tempo on line limita la comunicazione umana e ci porta lontano dalla felicità. Vivaldelli, per far capire appieno questo concetto, ha mostrato alcune opere dell’artista polacco Paweł Kuczyński. Nelle sue opere, ci mostra come la società può perdere la capacità di comunicare a causa del troppo uso del cellulare.

Destinati al bene

Dante nel suo poema ci dice che veniamo dal bene e siamo destinati a fare del bene, ma nel corso della nostra vita ci capita di scontrarci con delle “selve oscure”. Questi momenti di difficoltà però ci aiutano a nobilitarci e ci permettono di andare più a fondo nelle cose.

Il professor Vivaldelli affronta il tema della violenza, in tutte le sue forme. Dante nel settimo canto dell’Inferno ci dice che la violenza puzza, ciò significa che è da evitare e che non dobbiamo permettere a nessuno di trattarci in modo irrispettoso. Inoltre per estinguere la cupidigia bisogna essere solidali e collaborare con gli altri. Infine Vivaldelli ci ricorda che abbiamo tutti la possibilità di cambiare e di finire nel luogo della salvezza, cioè nel Purgatorio.

Ho trovato questa conferenza interessante ed appetibile a tutte le fasce d’età. Non era la prima volta che partecipavo ad una conferenza del professor Vivaldelli e, come le altre volte, ho trovato affascinante il modo in cui riesce ad affrontare un tema, spesso considerato noioso, senza far perdere l’attenzione dell’ascoltatore.


Gregorio Vivaldelli sarà all’anfiteatro al parco urbano di Lavis il 24 maggio 2019 con “Chi ama, chiama: l’inizio del viaggio nell’inferno di Dante”

Studentessa del liceo Da Vinci di Trento, frequenta la quarta e ha 18 anni. Le piacciono il cinema e il teatro. Appassionata della Divina Commedia, pensa che vada studiata in tutti i suoi aspetti.

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