Lavis, l’orgoglio degli alpini dopo il successo dell’adunata trentina

Nell’assemblea annuale, le penne nere hanno fatto il punto su un anno ricco di soddisfazioni che ha coinvolto anche il gruppo del paese

L'assemblea degli alpini

LAVIS. A Lavis ci sono 200 alpini, e 82 sono gli amici regolarmente iscritti fra i soci. Sabato 9 febbraio le penne nere si sono trovate nel salone dell’oratorio del paese per la loro assemblea annuale. È stata l’occasione per fare il punto su un anno, il 2018, ricco di soddisfazioni, come ha spiegato il capogruppo Giancarlo Rosa.

L’adunata nazionale che si è tenuta a Trento ha coinvolto anche gli alpini di Lavis. Se non altro perché dieci gruppi da tutta Italia hanno dormito in paese: sui campi dell’oratorio, in quello della zona Itea e all’ex centro Point. Ma non solo. Con il Comune di Lavis, il gruppo Speleo e l’Associazione culturale lavisana hanno organizzato una mostra dedicata alla Grande guerra.

E poi c’è stata la sfilata per le vie del centro, il venerdì prima dell’adunata. Si aspettavano un centinaio di persone, ne sono arrivate a migliaia, solo con il passaparola. Nel 2019 le penne nere torneranno alla loro attività ordinaria. In tutte le iniziative, molte in collaborazione con il Comune, c’è una costante: l’orgoglio di fare parte della storia degli alpini.

Gli alpini premiati (per i loro anni di appartenenza)
Romedio Bonomi, Claudio Brugnara, Lodovico De Schulthaus, Aldo Endrizzi, Renato Facchini, Giuliano Holzer, Enzo Marcon, Claudio Moscon, Antonio Pasolli, Gabriel Ristori, Bruno Ugolini, Giuseppe Valer, Francesco Welch, Pierpaolo Longhi, Marco Odorizzi e Riccardo Nardon.

Giornalista, laureato in storia, direttore responsabile del Mulo. Scrive per Il Fatto Quotidiano e per il Trentino, talvolta per laStampa.it. È direttore dell'Associazione Culturale Lavisana. (Scrivi una mail)

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