Il resoconto di un piacevole pomeriggio passato sull’altopiano della Paganalla
Spormaggiore. Fra tutte le cose interessanti che si possono fare sull’altopiano della Paganella c’è anche la visita a Castel Belfort. Si tratta di un antico castello che si trova nelle vicinanze di Spormaggiore e di cui oggi rimangono solo i resti. Io ho avuto la possibilità di visitarlo con la mia amica Aurora e con le nostre mamme partecipando a una attività per famiglie organizzata dalla Pro Loco di Spormaggiore con la bravissima guida Elisa Zeni.
Elisa ci ha raccontato la storia del castello. Poi lo abbiamo osservato e disegnato, con il suo aiuto, utilizzando una tecnica chiamata texture. Abbiamo gironzolato tra le mura diroccate ammirando il panorama dalla torre e per finire abbiamo fatto un’ottima merenda preparata per noi sulla terrazza del vicino ristorante Belfort.

La storia del castello
Nel 1311 Enrico conte del Tirolo diede a Tissone di Sporo (Altspaur) il permesso di costruire una torre come abitazione per sé e per i suoi eredi in feudo perpetuo. Questa costruzione diede origine al castello, che controllava un’importante via di comunicazione. Il castello è anche chiamato “delle cento famiglie” perché nella sua storia ha cambiato molti proprietari.
Nel 1670 venne quasi completamente distrutto da un tremendo e devastante incendio. La famiglia Saracini, che era allora proprietaria del castello, lo ricostruì nella forma che si può intuire nelle rovine visibili oggi.
Oggi la proprietà del castello è del Comune di Spormaggiore che negli anni ’90 lo ha comprato dai conti Saracini. Il castello era abbandonato e diroccato e il Comune di Spormaggiore lo ha restaurato e aperto al pubblico.

La leggenda del castellano geloso
Il castello ha anche una leggenda che ci ha raccontato la nostra guida Elisa. Eccola:
“Dovete sapere che, tanto tempo fa, vivevano in Castel Belfort il re con sua moglie. Si chiamavano Cristoforo e Orsola.
Cristoforo e Orsola vivevano felici nel castello con tutta la servitù, ma ad un certo punto il re cominciò ad impazzire. Affermava infatti che l’amore che sua moglie provava per lui non fosse sincero.
Questa sua convinzione col tempo aumentò a tal punto che decise di rinchiudere per sempre la moglie nella torre più alta del castello. Per fortuna il padre della poverina si accorse dell’assenza della figlia: così si mise a cercarla e quando finalmente la trovò, la liberò.
In seguito padre e figlia fuggirono per sempre abbandonando il re. Si dice che ancora oggi il fantasma del castellano si aggiri nel castello nelle notti di tempesta assetato di vendetta”
A mio parere è stata davvero una bella esperienza e la ricorderò per sempre!
Forse ti può interessare anche:
Mezzocorona inaugura la Casa della cultura: Palazzo della Vicinia si apre alla comunitàSabato 11 aprile il completamento del.
Donatori di sangue, svolta a Lavis: la Lega Pasi Battisti entra in AvisNasce una nuova realtà che permetterà.
Addio a Giulietta Vicenzi, da Lavis al Canada senza mai perdere il legame con il suo paeseScomparsa a 91 anni a Sept-Îles,.
Roma e il suo fiume. Secondo appuntamento con i martedì del cinema archeologicoMartedì 17 marzo 2026: le città.
Lavis piange Romano Donati, testimone di una comunitàAveva 96 anni. Emigrato in Australia.
La storia rivive attraverso gli artigiani a Palazzo MaffeiSabato 7 marzo la rievocazione medievale,.











Lascia un commento