Fra le canzoni proposte ci sono anche alcuni versi della lavisana “La Madonina”
Trento. Una novità che trae spunto dalla tradizione. Così è possibile sintetizzare la bella iniziativa del Comune di Trento che alle solite luminarie che ci accompagnano verso le festività di fine anno ha voluto affiancare alcuni elementi nuovi e unici. Si tratta di frasi rigorosamente in dialetto, scritte in corsivo con i tubi a led, tratte da alcune delle più belle canzoni della cultura popolare trentina.
Il progetto è espressione del bando “Luci d’Artista” voluto e finanziato dall’Ufficio Cultura e Turismo del Comune di Trento. “L’idea alla base del progetto”, spiega Mariano Detassis, ideatore e realizzatore delle luminarie, “è quella di estrapolare le frasi delle canzoni di montagna e di riproporle come delle poesie nelle vie del centro storico”.
Oltre ad abbellire le strade del nostro capoluogo, queste particolari luminarie permettono anche il recupero e la valorizzazione della nostra cultura popolare. A guidare le passeggiate del Giro al Sas sono alcuni versi delle canzoni “Entorno al foch”, “‘Ndormenzete popin”, “Quel mazzolin de fiori”, “La Valsugnana” e “La Madonina”.

La Madonina
Si tratta di canzoni conosciute non solo in Trentino ma che sono entrate a far parte del bagaglio culturale nazionale. Soprattutto la nostra “Madonina“, partorita dal genio di due amici e artisti lavisani: il musicista Camillo Moser e il poeta Italo Varner. La canzone trae ispirazione da un anonimo capitello costruito agli inizi del XIX secolo nel quartiere del Pristol a Lavis. Lì il Varner era solito accompagnare la madre in visita, appunto, alla Madonina del Capitello.
Il capitello, grazie ad un restauro ad opera del locale gruppo Alpini, è ancora presente a Lavis e adesso il suo ricordo sarà visibile anche lungo le vie del centro storico a Trento.
Leggi anche – Quella “Madonina” sul Pristol resa famosa da Camillo Moser e Italo Varner

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La MADONINA : in riguardo alla passeggiata che ogni giorno dopo il pranzo e con qualsiasi tempo, Italo Varner accompagnava la mamma Maria lungo il 3° Vicolo del Pristòl , era principalmente la visita allo zio Udalrico Magotti fratello della mamma Maria e che abitava quasi in cima al Vicolo. Logicamente si passava e si ripassava ogni volta davanti al “capitel de la madonina” e ci si fermava sempre tutti e due a salutarla ! Questo mi confermò sempre Italo ma anche la mamma Maria … l’appuntamento era la casa di Udalrico Magotti (detto il baffo), ma l’obiettivo primario era quello della ” Madonina “, sempre …