Eurorama 14 – L’Europa dei popoli nei festival del cinema etnografico

Nato dalla collaborazione fra il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e il Royal Anthropological Institute of Great Britain and Ireland, il festival di cinema etnografico è giunto alla sua XIV edizione,

SAN MICHELE ALL’ADIGE. Il film etnografico è come gettare un ponte tra le culture ed i popoli. Documentario e pellicola cinematografica insieme, racconta storie vere. Spesso commoventi, a volte storie che la nostra coscienza non vorrebbe vedere e sapere. Ognuna lascia un segno a chi sa coglierne la profondità.

Il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina che ha sede a San Michele all’Adige ha annunciato la selezione dei film etnografici che verranno presentati nell’apposita sezione del Trento Film Festival che si svolgerà dal 27 agosto al 2 settembre. Come da consuetudine, nell’ambito e in collaborazione con la nota manifestazione cinematografica a Trento, anche quest’anno su iniziativa del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e in collaborazione con il Royal Anthropological Institute of Great Britain and Ireland, si presenterà l’edizione 2020 di “Eurorama 14 – L’EUROPA DEI POPOLI NEI FESTIVAL DEL CINEMA ETNOGRAFICO”.

La novità di quest’anno è che i film saranno visibili in ogni parte d’Italia sulla piattaforma streaming del Trento Film Festival. La selezione è stata individuata dai curatori della rassegna, Giovanni Kezich, direttore del Museo, e Caterina Sartori, tra i film vincitori o quelli segnalati nei maggiori festival europei di antropologia visiva, tra cui Astra Film Festival a Sibiu in Romania, Beeld Voor Beeld Documentary Film Festival on Culture & Representation ad Amsterdam, Days of Ethnographic Cinema a Mosca, Festival Arcipelago a Roma, solo per citarne alcuni.

I film in programmazione


Il programma della quattordicesima edizione comprende tre lungometraggi, un mediometraggio e un cortometraggio. Tutti i film sono presentati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Nei lungometraggi, ovvero HeartboundPastures New Movements of a Nearby Mountain il tema è quello della migrazione ma non nel senso tradizionale del termine. Piuttosto l’obiettivo cinematografico vuole mostrare allo spettatore l’impatto che il fenomeno migratorio dei popoli produce non solo nei paesi che accolgono ma anche nei paesi d’origine.

Tindaya Variations, è, invece, incentrato sul rapporto natura, immaginario e sacralità ed è ambientato a Fuerteventura (Isole Canarie -Spagna).

Il cortometraggio Sacrist  si svolge in un villaggio croato con i suoi ritmi lenti e le sue tradizioni. E’ un modo più classico di affrontare il tema etnografico ma per questo non meno interessante.

Giovanni Kezich ha aggiunto qualche informazione per i lettori de IlMulo.it: “Da 22 anni assegniamo un premio al film di maggior pregio etnografico in ambito europeo e abbiamo quindi pensato di invitare i film risultati vincitori nelle presentazioni degli altri Festival. La collaborazione con il Trento Film Festival che ospita questa sezione di cinema etnografico è iniziata da quattordici anni. Con il Royal Anthropological Institute abbiamo instaurato una collaborazione in quanto loro sono più addentro il circuito di documentazione antropologica, si scelgono i titoli e li discutiamo insieme. Lo scorso anno c’è stata anche a Londra la presentazione di Eurorama, che ha riscosso notevole interesse”.

Le schede dei film


HEARTBOUND
di Janus Metz, Sine Plambech
Danimarca, 2018, 90 minuti
AMERICAN ANTHROPOLOGICAL ASSOCIATIONS FILM AND MEDIA FESTIVAL 2018,
San Jose, California (USA) – Premio al Miglior Lungometraggio
ROYAL ANTHROPOLOGICAL FILM FESTIVAL 2019, Bristol (UK) – Premio
Antropologia Visiva «Richard Werbner»
Sommai, una lavoratrice del sesso di Pattaya, in Thailandia, arrivò in Danimarca
25 anni fa per sposare Neils. Da allora ha aiutato innumerevoli donne del suo
villaggio thailandese a sposare uomini danesi, inclusa sua nipote Kae. Quali sono
le conseguenze di queste scelte sulle loro vite e quelle dei loro figli? In Heartbound
destini, sogni e bisogni si intrecciano e disegnano affascinanti traiettorie di vita.

BEWEGUNGEN EINES NAHEN BERGS / MOVEMENTS OF A NEARBY
MOUNTAIN
di Sebastian Brameshuber
Austria, 2019, 85 minuti
OPEN CITY DOCS FESTIVAL 2019, Londra (UK) – Premio Open City
In un abbandonato sito industriale vicino a una vecchia miniera in un luogo
remoto della Alpi austriache, un meccanico di origini nigeriane ricicla macchine e le rivende in Nigeria. Bewegungen eines nahen Bergs lo osserva nelle sue attività quotidiane, mentre lavora con calma e precisione a smantellare, pulire e aggiustare motori e parti di ricambio, e poi in Nigeria, intento a rivendere i frutti del suo lavoro.

PASTURES NEW
di Charlotte Grégoire, Anne Schiltz
Belgio, 2019, 93 minuti
ASTRA FILM FESTIVAL 2019, Sibiu (RO) – Primo premio per la regia nella competizione rumena.
Mâlăncrav, un piccolo villaggio in Romania. C’è sempre qualcuno in partenza per l’Europa occidentale, dove lo aspettano lavori precari e stagionali, per aiutare chi rimane ad avere una vita più agiata. Il ritmo delle partenze e dei ritorni ha un effetto su ogni famiglia. Pastures New ci porta nel cuore della comunità di Mâlăncrav e racconta di donne forti e determinate; di ragazzi ancora spensierati; e degli ultimi pastori che lottano per continuare a prendersi cura dei propri greggi.

SAKREŠTAN / SACRIST
di Luka Klapan
Croazia, 2017, 17 minuti
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM ETNOLOGICO BELGRADO 2019, Belgrado (SRB) – Menzione speciale per il contributo al patrimonio culturale immateriale.
Stipe vive a Novigrad, un idillico villaggio dalmata. È uno dei pochi residenti che non ha perso la propria fede. Stipe è uno degli ultimi testimoni delle tradizioni e dei costumi locali.

TINDAYA VARIATIONS
di Isaac Marrero-Guillamon
Regno Unito, 2018, 40 minuti
ROYAL ANTHROPOLOGICAL FILM FESTIVAL 2019, Bristol (UK) – Menzione speciale nella sezione Premio Antropologia Visiva «Richard Werbner».
Tindaya (Fuerteventura, Canarie) è più che una montagna. In passato fu un sito sacro per le popolazioni indigene dell’isola, poi una miniera, e le sue rocce furono estratte e vendute; più recentemente, è stato proposto come sito per il «Monumento alla Tolleranza» dell’artista Eduardo Chillida. Oggi pastori e turisti si arrampicano sui suoi sentieri. Il film esplora i molteplici significati di questo affascinante sito.


APPROFONDIMENTI


Etnologia: è il metodo con cui operano le ricerche sul campo delle scienze etnoantropologiche. Il termine compare la prima volta nel 1767 in un libro dello storico tedesco Johann Friedrich Schöpperlin (1732-1772).
Fare etnografia significa recarsi tra coloro che si vuole studiare per un certo periodo di tempo, ed utilizzare alcune tecniche di ricerca (come l’osservazione o l’intervista) allo scopo di collezionare un insieme di dati che una volta interpretati, rendano possibile la comprensione della cultura in esame. Riti, rituali, cerimonie, norme, valori, credenze, comportamenti, artefatti, sono i principali fenomeni di interesse dell’etnografo, attraverso i quali la cultura si rende intelligibile. (Fonte Wikipedia)

Film etnografico: Il cinema etnografico o (film etnografico) è una forma di documentarismo che ha sviluppato una sua tradizione specifica che risale alle origini stesse del cinema. In genere è un tipo di film realizzato da etnologi, sociologi o antropologi. (Fonte Wikipedia)

Antropologia: L’antropologia culturale è la disciplina che studia la diversità dei modi di vita e di pensare nelle differenti società umane. Essa si consolida nei primi decenni del Novecento sulla base di una precisa direzione metodologica incentrata sull’osservazione partecipante compiuta durante lunghe permanenze sul campo. Gli antropologi, oltre a concorrere alla conoscenza di ciò che è comune e ciò che è differente nelle varie culture, contribuiscono ad affinare uno sguardo critico nei confronti delle nostre categorie di pensiero che, lungi dall’essere universali, sono anch’esse elaborate in specifici ambiti culturali. (Fonte Weschool)

Antropologia visuale: L’antropologia visuale è una disciplina scientifica sviluppatasi negli anni ’30 del Novecento nel momento in cui ci si rese conto che urgeva concepire strumenti in grado di poter registrare emozioni, gesti ed espressioni dei soggetti con cui si entrava in relazione durante le ricerche sul campo. (Fonte Sociologicamente.it)

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Milano, Albo pubblicisti, laureata in Giurisprudenza è di origine nonesa e abita a Lavis. Appassionata di ambiente ed ecologia, si interessa di archeologia e storia. Ma anche di tradizioni e cultura locale, non esclusa quella enogastronomica. Iscritta alla Associazione Mafalda Donne Trento.

X