Il Cavalier Ferdinando Peratoner, un mecenate a Lavis

Lavisano di nascita fece fortuna all’estero ma non dimenticò mai il suo paese di origine

Lavis. Transitando per Lavis è possibile imbattersi in via Peratoner. Si tratta di una via defilata rispetto al centro storico e di recente urbanizzazione. Molti, parafrasando Manzoni, si saranno chiesti “Peratoner, chi era costui?”, forse ignorando che questo personaggio è stato una figura importante per Lavis e che molte sue iniziative sono tuttora visibili e prese come punto di riferimento in paese.

Pur essendo lavisano, si trasferì a Vienna giovanissimo e lì fece fortuna. Nonostante la lontananza rimase sempre in contatto e molto legato al suo paese di nascita spendendo risorse proprie ed energie in progetti di valorizzazione della borgata. Ma andiamo per gradi.

La seta e l’intuizione del turismo


Ferdinando Peratoner nacque a Lavis nel 1832. Ancora giovanissimo, a 14 anni, si trasferì a Vienna. Lì terminò gli studi e cominciò le prime esperienze lavorative. Divenne prima direttore e poi consocio di un grande setificio della capitale viennese.

Vivendo in una delle città più importanti d’Europa e viaggiando spesso nelle regioni alpine, intuì subito lo sviluppo che avrebbe avuto di lì a poco la nascente industria del turismo. Fino ad allora il turismo era limitato a un’attività per una ristretta élite di persone e i centri di maggiore attrazione erano quelli termali e di cura. Peratoner capì che l’interesse e anche le disponibilità economiche si stavano allargando a una fascia sempre più ampia della popolazione. Il limite di questa nascente industria era solo logistico: nelle strutture di ricezione e soprattutto nelle vie di comunicazione.

Verso la fine dell’Ottocento ci sono i primi tentativi per rendere più fluidi i collegamenti fra le grandi città e le periferie, possibili poli attrattivi. Ci sono anche alcuni esempi a noi vicini. Nel 1891 il podestà di Trento, Paolo Oss Mazzurana, inizia a progettare il collegamento di Trento con le vallate periferiche tramite tranvie. Da questa sua volontà nasceranno la ferrovia Trento-Malè e la ferrovia della Valsugana. Nel 1901 iniziano i lavori della Grande Strada delle Dolomiti per collegare Bolzano a Cortina d’Ampezzo.


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L’Attersee


Su questa intuizione Ferdinando Peratoner, con i guadagni del setificio, comperò dalla contessa Ida Horvath Khevenhüller tre battelli a vapore e i diritti di proprietà del lago Atter nell’Austria superiore. Era il 1887 e il lago stava muovendo i primi passi verso un brillante sviluppo turistico.

L’attività del Peratoner divenne talmente fiorente che in un articolo pubblicato su Vita Trentina del 30 gennaio 1910 si scrive che:

Da Vienna, Linz e Salisburgo, le famiglie agiate vanno a soggiornare sull’Attersee. I paeselli che sorgono sulle sue rive si sono trasformati in borgatelle ospitali; ovunque sono stati eretti alberghi moderni. Il Peratoner risiede a Krammer e benché avanzato in età dirige da se la sua importante azienda con quell’attività febbrile di cui sono capaci solo le tempre forti, vissute e industriale nel lavoro.

Il legame con Lavis


Ferdinando Peratoner pur vivendo lontano non dimenticò mai il suo paese, anzi vi tornava spesso e contribuì a sostenere, economicamente e non solo, molte attività e iniziative nel comune. I suoi contributi sono stati fondamentali per consolidare e far crescere le attività del corpo bandistico locale che, nato nel 1855, solo a inizio secolo potè strutturarsi e dare continuità alla propria attività.

Anche la grande chiesa arcipretale porta il segno della generosità di Ferdinando Peratoner. Nel 1907 finanziò uno degli altari laterali in marmo (quello di destra) donando anche la pala della Sacra Famiglia. Si tratta di una copia della Sacra Famiglia Medici (Madonna con Bambino Gesù e Santa Elisabetta con San Giovanni) di Andrea del Sarto, che è custodita presso la galleria Palatina di Firenze. La copia fu realizzata nel 1870 dal copista Romualdo Iranche.

La chiesa di San Sebastiano dei Battuti laici e il teatro comunale


Una breve digressione merita la vicenda legata alla chiesa di San Sebastiano, non solo per quanto fatto da Ferdinando Peratoner ma anche per la singolare storia di questa chiesa.

All’inizio del XVI secolo anche a Lavis, come in numerosi altri centri del Trentino, era attiva la confraternita dei Battuti laici. I confratelli erano particolarmente devoti a Maria e ai Santi Rocco Sebastiano e Fabiano, praticavano la penitenza della flagellazione ed erano impegnati in opere di carità e assistenza.

A Lavis avevano aderito a questa confraternita il ceto medio artigianale e borghese. La confraternita disponeva di una chiesa, quella di San Sebastiano appunto (ora macelleria Troier), con annessa farmacia e abitazione. Il complesso immobiliare era frutto di un lascito del 1623 fatto dal fondatore, il farmacista Andrea Franchi di Venezia. Durante gli anni di ampliamento e costruzione dell’attuale chiesa arcipretale la Santa Messa fu officiata proprio nella vicina chiesa di San Sebastiano.

La confraternita dei Battuti laici venne soppressa per volere dell’imperatore Giuseppe II nel 1787 e anche la piccola chiesa di Lavis cessò di essere luogo di culto. Nei decenni successivi divenne prima magazzino militare, poi magazzino comunale e ancora deposito militare delle truppe austriache.

Nel 1867 finalmente prese corpo l’idea di trasformare la vecchia chiesa in un teatro comunale. Il teatro restò attivo fino a dopo la prima guerra mondiale. Per alcuni anni divenne anche cinema, con il nome di Ideal. Fu nel 1910 che il teatro, bisognoso di manutenzioni, trovò nel Cavalier Ferdinando Perantoner uno dei principali finanziatori che permisero i lavori di sistemazione progettati dall’architetto Mario Sandonà.

Nel 1922 l’edificio fu acquistato dalla famiglia Troier che, come visto, proseguì con la destinazione a teatro e cinema. Negli anni Trenta i proprietari decisero di chiudere l’attività di intrattenimento e utilizzarono i locali della ex chiesa come macelleria.

Il monumento a don Grazioli


L’impronta più evidente che Ferdinando Peratoner ha lasciato a Lavis però è un’altra. Il 27 febbraio del 1891 moriva a Villa Agnedo don Giuseppe Grazioli, un sacerdote di origini lavisane che fra le altre cose ebbe il merito di dare un contributo fondamentale al salvataggio dell’industria serica entrata in crisi a causa di una nuova malattia dei bachi da seta, la pebrina.

Il Peratoner doveva essere molto legato a questa carismatica figura in quanto fin da subito si mise in contatto con l’amministrazione comunale di Lavis per onorare e mantenere vivo il ricordo del sacerdote lavisano. La caparbietà e la volontà del Peratoner erano tali che nel 1910, all’età di 78 anni, fondò e finanziò un comitato per l’erezione di un monumento a don Grazioli. Il comitato aveva lo scopo, oltre che  di sensibilizzare la popolazione e promuovere una raccolta fondi, anche quello di seguire i lavori di realizzazione.

Sempre nell’articolo di Vita Trentina del 30 gennaio 1910 si scriveva che:

…recentemente s’è messo alla testa di un comitato per l’erezione di un monumento a Don Giuseppe Grazioli. E quando si dice che il cav. Peratoner si mette alla testa di una cosa, vuol dire che si è sicuri della riuscita, perché egli vi porta intelligenza e munifici soccorsi.

Il monumento venne realizzato dallo scultore trentino Stefano Zuech e inaugurato il 2 giugno del 1912. Il costo totale dell’opera fu di 20.000 corone e il primo a contribuire alla sua realizzazione fu proprio il Peratoner con la donazione di 3.500 corone.

Da oltre un secolo il monumento è un punto di riferimento per tutti i lavisani e testimonia la grandezza e la generosità di due illustri concittadini.


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Nato a Trento nel 1972, laureato in Economia Politica all'Università degli studi di Trento. Impiegato commerciale è appassionato di economia e di storia. Attualmente è vicepresidente dell'Associazione Culturale Lavisana.

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