Al canto delle lavandaie: storia delle rogge che irroravano Lavis

Fino ai primissimi anni ’60 l’intero centro storico era attraversato in lungo e in largo da questi condotti a cielo aperto: alimentavano mulini e segherie, irrigavano le campagne e davano da bere al bestiame. Qui le donne si trovavano a fare il bucato

Associazioni e gente impegnata: il fermento culturale nella Lavis di primo Novecento

Dal convegno sull’autonomia alla nascita della banda sociale, passando per il convegno ciclistico del 1906: storia di un paese e dell’attività dei suoi cittadini

I passatempi e i divertimenti di tanti anni fa a Lavis

Perché anche nei momenti di maggiore difficoltà e grande povertà, non si è mai smesso di cercare un modo per svagarsi. Anche in modo creativo

Ricordi di casa Ronch a Lavis: settant’anni fa nella cucina di zia Carlotta

Un mondo magico vissuto da bambini. Prima di diventare la sede delle associazioni del Comune, quella era semplicemente la casa della zia

Quei giovani che urlavano dalla loggia dei Ciucioi: la storia del “Trato marzo” a Lavis

A metà strada fra tradizione e goliardia. Negli anni Venti si inventavano amori o si svelavano coppie rimaste in segreto: tutto gridato dall’alto verso il paese

Si apra il sipario: storia del teatro e delle filodrammatiche a Lavis

Dal primo teatro comunale nel 1849 al Pinocchio di Arrigo Toller: le tante emozioni sui palchi lavisani, fra attori, registi e spettacoli di paese

Quando c’era la funivia direttissima che da Lavis saliva sulla Paganella

La chiamavano “l’ascensore dele Dolomiti”, inaugurata nel 1957, rimase in funzione fino alla fine degli anni Settanta. Era un’opera ardita che però suscitò anche troppe invidie

Un viaggio nel tempo: la mappa catastale di Lavis nel 1813

Nei disegni voluti da Napoleone si può vedere il paese così com’era più di 200 anni fa, quando ancora l’Avisio non era regimentato

I primi novant’anni di vita del tabacchino dei Negrioli e Nardelli a Lavis

Dalla licenza nel 1928 fino ai nuovi gestori: un’edicola di famiglia, carica di vita, di notizie e di tanti ricordi da riscoprire

La “memoria costruita” a Lavis dopo la Grande guerra

Mentre venivano dedicate targhe a Carlo Clementi e Carlo Sette, il proprietario dell’albergo alla Tramvia fu accusato di essere “austriacante” e deportato in Calabria

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