Il grande ciclismo a Lavis: quando Coppi, Bartali e Charlie Gaul assalivano il Pristol

Il “Circuito degli assi” era organizzato dall’Unione sportiva e portava in paese i grandi campioni della bicicletta

La storia della ferrovia elettrica della Trento-Malé e di come ha cambiato Lavis

Un tempo i binari attraversavano il centro, adesso sono sotto terra. Nel frattempo sono state costruite tre diverse stazioni, ad accompagnare la crescita costante del paese

Morti sul campo, morti in paese: quei lutti della Grande guerra a Lavis

Quasi un centinaio di persone morirono in guerra, ma a falcidiare i lavisani contribuì anche l’influenza spagnola

Contrabbandieri sulla via della grappa: la storia della distillazione familiare a Lavis

Prima ci si riuniva intorno agli alambicchi e poi si percorrevano le strade di notte per andare a venderla

Quella “Madonina” sul Pristol resa famosa da Camillo Moser e Italo Varner

La canzone dei due artisti di Lavis ha fatto conoscere questo capitello in tutto il Trentino

Le 120 candeline per il ricreatorio-oratorio di Lavis: dal lascito Nardoni fino ai nostri giorni

Dal testamento che ha permesso la prima costruzione fino all’arrivo dei padri canossiani, è sempre rimasto uno dei luoghi più importanti della storia recente della borgata

Il Calicanto della mamma, quel fiore magico che a Lavis sboccia a ogni inverno

Fiorisce al freddo e sotto la neve, e anche in paese ce ne sono diversi esemplari in passerella. Ma questa è la storia di quello di casa mia…

“Quei bei tempi sotto la frasca”: quando a Lavis esistevano gli spacci dei contadini

Fino ai primissimi anni ’60, vendevano vino, sfuso e d’asporto in pieno centro storico. Era un modo per tenere più unita la gente sotto casa

Se 10 ore vi sembran poche: storia dello sciopero alla filanda Tambosi di Lavis

Il primo maggio del 1890 le operaie incrociarono le braccia per chiedere la riduzione dell’orario lavorativo

Il rifugio antiaereo di Lavis e la guerra che quando inizia non finisce mai

LAVIS. All’inizio era solo un rumore sordo in lontananza, quasi impercettibile, poi diventava un rombo sempre.

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