Memoria, comunità e pace. I lavisani alla Festa della Fratellanza sul Presena

Dalla partenza al Bar Sport fino al ghiacciaio, una giornata di amicizia e ricordo, per celebrare la memoria dei caduti e ribadire il valore del dialogo tra i popoli

Il luogo dell'evento

LAVIS. Dove c’è Gino c’è Bar Sport, e dove c’è Bar Sport ci sono amicizia e condivisione. Questo è ciò che abbiamo vissuto domenica 24 agosto, grazie a lui e alla sua impeccabile organizzazione, in occasione dell’edizione numero 48 della Festa della Fratellanza a Passo Paradiso, sul ghiacciaio del Presena. Ritrovo alle 6:45 al Bar Sport, caffè al volo e partenza in pullman verso la Val di Sole: una ventina di lavisani e tanta voglia di stare insieme.

Una volta arrivati al Passo del Tonale, intorno alle 9, Gino non ha perso tempo: si è materializzata una tavola e con essa “pan e luganega” per tutti. D’altronde, per iniziare la giornata non c’è niente di meglio di una buona colazione. Dopo esserci rifocillati è iniziata la salita in funivia verso Passo Paradiso, un luogo meraviglioso incastonato tra le montagne.

Certo, salire su una funivia della quale a occhio nudo si perdono le tracce a mano a mano che sale, e sul cui fianco è stata apposta la scritta “Paradiso” non è benaugurante dì per sé, ma abbiamo fatto di necessità virtù, e la nostra salita verso il Paradiso è stata più piacevole del previsto.

La colazione al Tonale

DIO DEL CIELO, SIGNORE DELLE CIME


Una volta arrivati al passo, abbiamo potuto ammirare la piazza della Fratellanza con il monumento e il giardino di roccia dove sono custodite le anime dei caduti. Sul monumento si legge: «Viandante, nel sacro silenzio della montagna fermati e prega. Ritroverai la tua anima». Il monumento, ideato e realizzato dal cavaliere Emilio Serra, ricorda i caduti italiani e austriaci che in quel luogo di confine combatterono, il 9 giugno 1916, la prima cruenta battaglia del settore Tonale-Adamello.

Il laghetto a Passo Paradiso
Il Giardino e la Piazza della Fratellanza
Il Monumento alla Fratellanza

LA MANIFESTAZIONE


Nata nel 1977 dall’intuizione dell’alpino Emilio Serra e del Kaiserjäger Kurt Steiner, la manifestazione, organizzata dal Museo della Guerra Bianca di Vermiglio in collaborazione con il Comune di Vermiglio, la Provincia autonoma di Trento, la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e il Museo Storico del Trentino, continua a rappresentare un momento di incontro e di preghiera comune nei luoghi in cui, oltre un secolo fa, migliaia di giovani soldati si fronteggiarono morendo, il più delle volte, per il freddo anziché per i colpi sparati.

La sfilata dal Presena

Intorno alle 10:30 è partita la sfilata dal Presena che ha dato avvio alla celebrazione, conclusasi con la Santa Messa accompagnata dal Corpo Bandistico Ossana Vermiglio e dal Coro Santa Maria Assunta di Tassullo. Numerose le autorità presenti, tra rappresentanti locali e provinciali, associazioni ex combattentistiche italiane e austriache, delegazioni di Alpini, Kaiserjäger, Paracadutisti della Folgore (tra cui il nostro concittadino Francesco Sgrò, nonché il mio papà), Schützen e Standschützen dell’Euregio, oltre al sindaco di Mitterndorf (con cui il comune di Vermiglio è da poco gemellato), Thomas Jechne, al Segretario Generale della Croce Nera Austriaca, Thomas Rappatz, e ai rappresentanti istituzionali delle due sponde dell’arco alpino.

Il luogo dell’evento

IL PRANZO E LA SALITA


Dopo la Messa, abbiamo mangiato tutti insieme al rifugio di Passo Paradiso: una fitta nebbia ha avvolto il rifugio e ha reso l’atmosfera ancora più intima, forse complice il fatto che i cellulari non avessero campo, permettendoci di godere della compagnia senza distrazioni. Per chi lo desiderava, poi, c’è stata la possibilità di salire ulteriormente in funivia per l’ultimo tratto, fino a raggiungere i 3mila metri di altitudine: una bella emozione, un freddo gelido e qualche difficoltà a respirare a pieni polmoni, ma nulla che un buon bombardino non potesse risolvere!

La scritta dei tremila metri

LA DISCESA, ACHILLE E IL RITORNO A CASA


Intorno alle 16:30 siamo scesi per raggiungere Vermiglio e in particolare il giardino di Achille Serra, caro amico di Gino e figlio dell’alpino visionario che nel ’77 ha dato avvio alla manifestazione. Lì abbiamo fatto merenda, e qualche “prost”, prima di tornare verso casa, dove siamo arrivati sani e salvi intorno alle 19. Nel mondo che viviamo oggi, segnato da conflitti e tensioni, un’occasione come la Festa della Fratellanza ci ricorda come la via maestra sia sempre quella del dialogo, della cooperazione e, appunto, della fratellanza tra i popoli.

Domenica è stata scritta una pagina di storia all’insegna del ricordo, su quelle stesse cime dove quasi un secolo fa i nostri predecessori si sono fatti la guerra, oggi simbolicamente ci stringiamo la mano invocando la pace e condannando con fermezza la disumanità cui quotidianamente assistiamo tra Gaza, l’Ucraina e ancora troppe parti del mondo. Un successo sotto ogni punto di vista, per il quale dobbiamo un sincero ringraziamento a Gino, che da anni promuove l’iniziativa organizzando tutto in ogni minimo dettaglio. Una giornata per stare insieme e fare comunità, in modo semplice, sì, ma che bel!

Gino Rossi con l’amico Achille Serra, promotore dell’iniziativa

Nato a Trento nel 2001, studente di Lingue Moderne all’Università degli Studi di Trento, è collaboratore per il quotidiano il T e per il settimanale Vita Trentina. Grande appassionato di cinema e serie tv, è vicepresidente dell’Associazione Culturale Lavisana.

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