Ecco la squadra speciale anti-zanzare: 15 ricercatori per evitare la diffusione di malattie esotiche in Trentino

Globalizzazione e cambiamenti climatici hanno portato a nuove patologie trasmesse dagli insetti. Per evitarle è stata creata Epilab, un’unità nata dall’alleanza fra le fondazioni Mach e Bruno Kessler

Zanzare tigre analizzate in laboratorio (foto: Fmach)

TRENTO. Sono quindici ricercatori e lavoreranno insieme per prevenire la diffusione delle zanzare aliene: quelle più pericolose, perché possono portare a malattie finora sconosciute in Trentino. Tutto nasce dall’alleanza fra la Fondazione Edmund Mach e la Fondazione Bruno Kessler.

Epilab

La speciale squadra anti-zanzare si chiama Epilab ed è stata presentata oggi – 15 febbraio – a Trento, durante un convegno, rivolto agli operatori sanitari trentini, sull’arbovirosi (ovvero le malattie trasmesse da vettori). L’unità studierà le malattie trasmissibili e avrà il compito principale di quantificare il rischio sanitario associato alla presenza di zanzare. Utilizzerà modelli matematici e statistici per identificarne la diffusione.

Per quanto riguarda il Trentino, l’obiettivo principale è di migliorare il servizio di prevenzione e risposta alle arbovirosi. L’area di studio sarà tutto il territorio provinciale, dove saranno svolti anche appositi monitoraggi. Ma l’unità collaborerà anche con altre realtà, sia in campo nazionale sia europeo.

La presentazione a Trento

Scoprire le infezioni

La squadra di Epilab è attualmente composta da 15 ricercatori, tra cui sei postdoc e due dottorandi, tre ricercatori senior, un medico, un veterinario e due tecnici. Il direttore generale della Fondazione Mach, Sergio Menapace, ha spiegato che il cambiamento climatico, oltre a rappresentare una minaccia diretta alla salute umana, favorisce anche la presenza di specie di insetti alieni provenienti da aree tropicali che possono avere un impatto notevole sia sull’agricoltura e sulla bioeconomia sia sulla salute umana.

Il direttore di Igiene e Sanità pubblica dell’Azienda sanitaria, Valter Carraro, ha spiegato che è già in corso un’attività di sorveglianza, che permette di individuare – su tutto il territorio provinciali – gli eventuali casi di infezioni nell’uomo e negli animali. «Tali informazioni – ha detto- integrate con la sorveglianza entomologica sugli insetti vettori consente di valutare e gestire il rischio». Importante anche la collaborazione dei medici curanti, affinché pongano attenzione diagnostica alle malattie da arbovirus e segnalino eventuali casi sospetti.

Malattie esotiche in Trentino

Le arbovirosi rappresentano una problematica emergente a livello globale con conseguenze importanti anche per la sanità pubblica del Trentino. Le cause del fenomeno sono molteplici. C’è la grande mobilità di merci e persone causate dalla globalizzazione negli ultimi trent’anni. Ma ci sono anche i cambiamenti climatici.

Questi fattori favoriscono e condizionano la presenza, la distribuzione e il ciclo di sviluppo sul territorio di varie specie di artropodi di interesse sanitario. Negli ultimi trent’anni si sono registrate sul territorio provinciale variazioni di incidenza di malattie come l’Encefalite Virale da Zecche (tbe) ma anche la comparsa di infezioni esotiche trasmesse da vettori endemici (Usutu Virus) nonché specie aliene di vettori, come la zanzara tigre e la zanzara coreana, che rappresentano un rischio potenziale di diffusione di malattie tropicali come la Chikungunya e la febbre dengue.

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