La guerra a Lavis: i ricordi di una mamma (parte seconda)

Continua il racconto che la giovane mamma Agnese ha voluto lascare alla propria figlia Maria. L’avevamo lasciata all’arrivo presso l’ospedale di Cles…

Don Celestino Brigà, l’antifascista con la tonaca, per più di trent’anni a Lavis

Ricordato per il suo carattere bonario ma deciso, è stato il sacerdote del paese dal 1927 al 1960, lasciando un segno che continua anche oggi

Negli anni Cinquanta all’oratorio di Lavis si folleggiava con i “Festival della Gioventù”

Fra baci proibiti e palchi crollati, ecco la storia di un evento che purtroppo si è perduto nella memoria

Lavis e l’8 settembre: la storia del voto alla Madonna nel 1702

I lavisani speravano così di contrastare le piene dell’Avisio e i danni degli insetti nei campi. Dopo 317 anni, la storica processione si ripeterà quest’anno con un nuovo itinerario

Othmar Winkler: il grande artista che visse a Lavis e scolpì la via Crucis

L’opera è conservata sulle pareti della chiesa: lo scultore di Brunico rimase in paese per quasi dieci anni, ma anche dopo mantenne un legame speciale

Il bicchiere avvelenato e la tragica morte di don Giovanni all’albergo del tram di Lavis

Una storia da brividi che il tempo ha quasi del tutto cancellato: per un tragico scambio di bottiglie, un prete fu ucciso fra tremendi dolori

«L’arcipretura di Sant’Udalrico»: i retroscena che portarono alla promozione della Parrocchia di Lavis

Così si volle premiare un prete e preparare l’arrivo di un altro, negli anni drammatici del fascismo

La misteriosa scomparsa del campanaro a Lavis nella settimana di Pasqua

In occasione delle feste, pubblichiamo un racconto scritto dal nostro Giovanni Rossi

Devozione e comunità: quando negli anni Cinquanta Lavis accolse la Madonna Pellegrina

La statua votiva passava di paese in paese, accolta con grandi festeggiamenti. Dopo la prima volta nel 1949, tornò nella borgata nel 1954 e rimase per cinque mesi, ospitata ogni due giorni in una casa diversa

Quando c’era la funivia direttissima che da Lavis saliva sulla Paganella

La chiamavano “l’ascensore dele Dolomiti”, inaugurata nel 1957, rimase in funzione fino alla fine degli anni Settanta. Era un’opera ardita che però suscitò anche troppe invidie

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