I consigli per regalare a Natale il libro ideale per tutti
Siena. Io ho sempre amato il Natale. Le città si riempiono di lucine, in radio passano le solite vecchie canzoni allegre e familiari, le persone cominciano a concentrarsi un po’ meno sulle cose brutte della vita e un po’ di più sullo sfornare simpatici biscotti alla cannella a forma di omino (tattica che a mio parere dovremmo estendere anche agli altri periodi dell’anno per allontanare la tristezza). Fino a qualche anno fa il Natale per me era solo questo, poi, circa 4 anni fa, ho cominciato a lavorare in libreria e in libreria il Natale non equivale più alle canzoncine e ai biscotti: Natale significa solo che ogni giorno, per circa un mese e mezzo, dovrai lavorare il triplo e sopravvivere all’assalto di persone nel panico che non sanno cosa mettere sotto l’alberello illuminato delle loro belle casette e si aspettano che quel panico diventi magicamente un tuo problema.
Vorrei precisare una cosa: il lavoro in libreria viene spesso frainteso e romanticizzato. Non so se la colpa vada attribuita ai tanti libretti di autori giapponesi, ma non solo, che raccontano la storia della ragazza di turno che per scappare dalla frenesia della città si trasferisce in periferia dove un parente – zio, nonno, cugino, scegliete la vostra variante preferita – gestisce una piccola libreria indipendente, grazie alla quale la protagonista tra un libro e l’altro ritrova sé stessa. Sta di fatto che le persone spesso immaginano le librerie come posti tranquilli e rilassanti, nei quali i librai fluttuano tra gli scaffali e consigliano letture che cambieranno la vita dei clienti. Mi dispiace infrangere questa bella fotografia, ma le librerie in fin dei conti sono negozi e lavorare in negozio è per la maggior parte del tempo stressante: gli scatoloni non si svuotano da soli, la cassa non si riempie magicamente e tra gli scaffali si corre, non si fluttua, perché è i clienti sono quasi sempre di fretta e sanno benissimo come fartelo notare. Questo non per lamentarmi, la libreria regala anche tante gioie, ma se questo è l’ambiente nel corso dell’anno, immaginatevi come può essere a Natale, quando il lavoro triplica, i clienti sono ancora più di fretta e cominciano ad aggirarsi in negozio persone che, dal nulla, ti chiedono libri per bambini sui rospi, perché come è possibile che tu, libraia in una libreria di neanche 150 mq, non abbia neanche un libro per bambini sui rospi? È scandaloso!
Libri sui rospi a parte, da metà novembre in poi nelle librerie sempre più clienti necessitano di consigli da parte dei librai e se da un lato parlare di libri è la parte più bella di questo lavoro, dall’altro non sempre è facile farsi venire in mente in titolo giusto al momento giusto per la persona giusta. Per questo motivo, dal comodo divano del mio salotto, ho deciso di scrivere un articolo con il quale, a mente fredda, offrire qualche consiglio a chi vuole regalare un libro per Natale.
I gialli
Partiamo dai romanzi gialli. Nonostante poche righe fa io abbia velatamente criticato la grande quantità di romanzi di provenienza giapponese che invadono le librerie e la cui bellezza delle copertine è spesso inversamente proporzionale alla validità dei contenuti, in più occasioni mi sono imbattuta in romanzi di autori giapponesi che sono entrati nella classifica dei miei libri preferiti.
È il caso di Le quattro casalinghe di Tokyo, di Natsuo Kirino. È un giallo crudo, triste, a tratti splatter, assolutamente inadatto a lettori deboli di stomaco, ma che mi ha completamente conquistata per la forza con cui descrive i tratti più disperati della vita delle protagoniste. Non manca la suspense, né i colpi di scena, ma Kirino si è dimostrata magistrale soprattutto nella costruzione dei personaggi: profondi, coerenti, comprensibili anche se complessi.
Se invece siete alla ricerca di un classico poliziesco non posso non consigliarvi i libri di Joël Dicker. Lo so, è un consiglio fin troppo banale, ma che ci posso fare? Per fare un esempio, La verità sul caso Harry Quebert è a mio avviso l’esempio perfetto di come un poliziesco dovrebbe essere costruito. Dicker ha la capacità di accompagnare il lettore tra gli indizi e le testimonianze, costruendo una trama complessa ma al contempo limpida e scorrevole; i colpi di scena non sono banali e il racconto non perde neanche per un istante la sua coerenza.
I classici
Paradossalmente per me i classici sono la categoria di libri più difficile da consigliare. Bisogna trovare la giusta misura tra i classici che potrebbe consigliare anche un ragazzino delle superiori e i libri improbabili di autori sconosciuti che fanno mettere in dubbio al cliente la tua sanità mentale. Colpo di scena, il patriarcato in questo ci viene in aiuto: poiché a scuola si è deciso di ignorare completamente la vastissima produzione italiana femminile del Novecento, in libreria posso sbizzarrirmi nel consigliare opere meravigliose di autrici meravigliose ma spesso ignorate. Dalla parte di lei di Alba De Céspedes, Lessico famigliare di Natalia Ginzburg, Segreti dei Gonzaga di Maria Bellonci, Artemisia di Anna Banti. Questi sono tutti belli, ma belli per davvero.
Menzione d’onore per Canne al vento di Grazia Deledda, ricordiamocelo ogni tanto che in Italia abbiamo avuto un’autrice Premio Nobel.
Spostandoci dall’Italia, un grande classico che non tutti conoscono, ma che ho amato come pochi altri libri in vita mia, è Le relazioni pericolose di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos. È un romanzo epistolare scritto alla fine del Settecento che, lettera dopo lettera, mette in mostra la corruzione morale della nobiltà francese prima della Rivoluzione. Che dire? È un libro geniale, i personaggi sono tanto depravati quanto memorabili, è perfetto per chi ama gli intrighi, il dramma e gli inganni. È una lettura di spessore, estremamente godibile.
Il fantasy
Prima di passare alle novità, cioè la categoria che di solito interessa buona parte dei regali di Natale, lasciatemi nominare una saga fantasy, ovvero la Tetralogia di Bartimeus di Jonathan Stroud. Si tratta di una saga pubblicata circa vent’anni fa, mai più ristampata e che per questo motivo fino all’anno scorso era piuttosto difficile da reperire. Finalmente Salani l’ha rilanciata e la trovate facilmente nella maggior parte delle librerie.
È una saga fantasy basata sulla mitologia araba e il cui protagonista, Bartimeus, è un jinn (come il Genio della lampada per intenderci). I maghi umani evocano i jinn obbligandoli a lavorare per loro e in risposta i jinn uccidono e divorano i maghi umani non appena commettono il minimo errore durante l’evocazione. Bartimeus mi ha completamente conquistata con il suo carattere: sarcastico, pungente, sempre con la battuta pronta, vive un rapporto complicato con il mago che l’ha evocato, un ragazzino di nome Nathaniel, per nulla pronto ad affrontare con il jinn gli intrighi della Londra alternativa in cui si trovano.
Le novità
Insieme ai clienti che cercano libri sui rospi, i librai temono moltissimo quei clienti che dalla “zona novità” prendono un libro casuale, ti guardano, e ti dicono «Questo com’è?» Ovviamente capita sempre con un libro che tu, libraio, non hai letto, e quando con trasparenza e sincerità comunichi al cliente di turno che no, non riesci a leggere tutte le decine di libri che vengono pubblicati ogni settimana, il cliente ti guarda di nuovo, questa volta deluso, e puntualmente risponde «Ma come non l’ha letto? Dovrebbe leggere per fare il suo lavoro». Un colpo al cuore ogni volta. Fortunatamente, anche se non leggiamo tutto, tra colleghi o con i clienti fidati parliamo di quasi tutto ciò che viene pubblicato. Le novità che propongo sono quindi un mix di letture personali e consigli ricevuti da persone affidabilissime.
Partirò con un’autrice che amo molto, ovvero Sandra Petrignani, che ha pubblicato da poche settimane il romanzo Carissimo Dottor Jung. Petrignani. Come suo solito, offre un romanzo chiaro e ben scritto, dove emergono il suo interesse per la ricerca della vita dei personaggi di cui scrive e l’attenzione nei confronti di figure storiche femminili. Con questo libro sono andata sul sicuro, lei scrive sempre bene.
Novità che ancora non ho letto ma che leggerò presto è Le parole della pioggia, di Laura Imai Messina. Altra scrittrice abilissima e molto conosciuta, dei suoi libri mi cattura sempre la delicatezza delle descrizioni e la particolarità dei personaggi su cui si sofferma. Sono certa che anche in questo caso sarà il libro perfetto per accompagnare quelle sere un po’ lente e svogliate che ogni tanto viviamo tutti. È un’autrice che consiglio a coloro che amano racconti di vita particolari ma verosimili e che ricercano ambienti lontani.
Se preferite regalare un saggio, consiglio l’ultimo volume di Cose spiegate bene del Post, ovvero Sono solo parole, incentrato, come si può facilmente intuire, sull’uso delle parole: scelte lessicali, modi di dire, innovazioni linguistiche. Utile sia per chi si interessa di linguistica sia per chi, pur non essendosene mai interessato, vuole capire meglio le meccaniche che si celano dietro il nostro linguaggio quotidiano.
Infine, una carrellata di novità, citate o perché importanti o perché mi sono state consigliate: Il cerchio dei giorni di Ken Follett; L’ultimo segreto di Dan Brown; Sotto mentite spoglie di Antonio Manzini; Finimondo di Bruno Vespa; I sentieri degli aghi di pino di Mauro Corona; i molti libri su San Francesco pubblicati in questo periodo (Cazzullo, Barbero, ma anche altri); Abbiamo perso l’anima di Raffaele Morelli.
Mi fermo qui, ma spero di aver fornito qualche idea utile e spero che per Natale regalerete qualche libro.
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