«Chiudi gli occhi e sogna». Stella e Silvia Berlanda, poetesse di Lavis, di 12 e 14 anni

Hanno vinto un premio letterario nazionale e ci regalano le loro parole, come un abbraccio in questo momento difficile

Silvia e Stella Berlanda

LAVIS. Sabato 21 marzo non era solo l’inizio della primavera, era anche la Giornata internazionale della poesia, secondo l’Unesco. Noi la festeggiamo oggi che è domenica, in un periodo particolare in cui proprio la poesia può venirci in aiuto. Lo facciamo grazie a due poetesse particolari.

Due sorelle che, qualche mese fa, sono salite sui gradini più alti del podio di un premio nazionale di poesia. Stella (di 12 anni) e Silvia Berlanda (di 14 anni) si sono classificate rispettivamente prima e seconda, nella sezione dedicata appunto alla poesia, per chi ha dai sei ai 17 anni.

Entrambe sono nate a Bologna, ma vivono da sempre a Lavis. Hanno frequentato la scuola primaria a Grumo, frazione di San Michele all’Adige. Ora Stella frequenta la seconda media all’Istituto Sacro Cuore di Trento. Silvia invece è in quarta ginnasio al Liceo Prati di Trento. Saranno loro ad accompagnarci nel fantastico mondo della poesia.

Le due poetesse


Non capita spesso di avere due sorelle con la stessa passione per la poesia. Ma Silvia – che sogna la laurea in medicina – e Stella – che vorrebbe fare la scrittrice – condividono anche tante altre passioni. La lettura innanzitutto, con una predilezione per i generi fantasy, fantascienza e gialli, ma senza dimenticare i classici. Come tanti ragazzi della loro età, sono innamorate del mondo magico di J. K. Rowling, con le saghe di Harry Potter e di “Animali fantastici”.

Entrambe, dall’età di otto anni, suonano l’arpa. Amano giocare con Viola, la loro sorella più piccola (ha 4 anni). Il cinema, visitare i musei e le mostre di quadri, cavalcare nel bosco (soprattutto in estate), collezionare le costruzioni Lego (soprattutto quelle dedicate a Harry Potter e ad Animali Fantastici). E disegnare.

Resisti


Questa è “Resisti” di Silvia Berlanda (14 anni), seconda classificata al premio Letterario Nazionale Città di Cairo Montenotte, con questa motivazione:

Una lirica originale, carica di versi ricchi di una profonda interiorità. Versi che gridano la voglia di vivere. Uno stile che evidenzia una buona attitudine dell’autrice a creare un chiaroscuro che colpisce.
Ama,
ama sempre
anche se l’amore fa male.

Grida,
grida comunque
anche se nessuno ti può sentire.

Ama,
ama con tutta te stessa
anche se tutto sembra perduto.

Sorridi,
sorridi con gioia ed energia
anche se dentro stai soffrendo.

Ama,
ama con determinazione
non avere paura di fallire.

Rialzati,
rialzati con orgoglio e riprova
anche se temi di sbagliare ancora.

Ama,
ama con coraggio
resisti,
resta aggrappata
a quella scheggia di luce
che persiste nell’oscurità.

Resisti,
resta aggrappata alla vita.Silvia Berlanda

Vita


Questa è “Vita” di Stella Berlanda (12 anni), prima classificata al premio Letterario Nazionale Città di Cairo Montenotte, con questa motivazione:

Una poesia dettata da un forte impulso e bisogno che esce dall’intimo. Un inno alla vita, l’accettazione della morte. Versi che si librano nell’aria, parole lievi, quasi sussurrate, sensibilità. Si evince una mano sicura di vera poetessa.
E adesso
chiudi gli occhi,
chiudi gli occhi e sogna.

Sogna un cuore pregno di vita,
di emozioni,
di sogni.

Sogna un’infinita scogliera,
dove s’infrangono i tuoi pensieri,
pensieri di vento
leggeri come ali d’una farfalla.

E ora,
in questo meraviglioso sogno,
apri le braccia
verso il Sole,
verso il cielo imponente,
cedi i tuoi capelli al vento
e sfida tutto,
perché la vita
è una dura battaglia
e tu devi esserne il vincitore.

Tu devi vincere tutto,
il mare,
il vento
e anche la luna.

Il giorno sta spennellando
delicate tonalità del rosa,
schiarendo le stelle,
ma non abbandonarmi,
non ancora.

Prima voglio
dedicarti l’ultimo sogno.
Sogna sempre la libertà,
quella chiara luce
dopo le ombre,
l’unico papavero
circondato da erbacce.

Sali quell’altissimo albero
e ricorda:
in questo luogo
tu sei tu
e tu sei tutto,
sei quell’ombrosa chioma,
quella cascata cristallina,
quell’erba
che ti sfiora le caviglie.

Ed ora va,
goditi la vita,
come un uccellino spensierato
e sii coraggioso,
vai avanti anche quando hai paura,
per sempre.

E se sarai stanco di volare,
riposati su quello spoglio ramo
e quando la morte verrà a cercarti
salutala come una vecchia amica,
accoglila,
senza paura.Stella Berlanda

Giornalista professionista, laureato in storia, direttore responsabile del Mulo. Scrive per Il Fatto Quotidiano e per il Trentino, talvolta per laStampa.it. È direttore dell'Associazione Culturale Lavisana. (Scrivi una mail)

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