Svelata la prima immagine di un buco nero: è un evento storico

La prima immagine di un buco nero (EHT collaboration)

ROMA. Sta facendo il giro del mondo la prima immagine di un buco nero, destinata a segnare la storia dell’astronomia. Il risultato straordinario – sia per gli scienziati sia per chiunque si interessi anche lontanamente alla materia – si deve all’Eht, l’Event Horizon Telescope: una schiera di otto radiotelescopi dislocati su tutta la Terra, costruiti attraverso una collaborazione internazionale.

Oggi, in varie conferenze stampa coordinate in tutto il mondo, i ricercatori dell’Eht hanno presentato il loro primo successo, svelando la prima prova visiva diretta di un buco nero supermassiccio nel cuore della galassia Messier 87.

La scoperta

La scoperta rivoluzionaria è stata annunciata oggi con una serie di sei articoli, pubblicati in un numero speciale di The Astrophysical Journal Letters. L’immagine rivela il buco nero al centro di Messier 87, una massiccia galassia nel vicino ammasso di galassie della Vergine. Il buco nero si trova a 55 milioni di anni luce dalla Terra e ha una massa pari a 6,5 ​​miliardi di volte quella del Sole.

I buchi neri sono straordinari oggetti cosmici con enormi masse ma dimensioni relativamente compatte. La presenza di questi oggetti influenza il loro ambiente in modi estremi, deformando lo spazio-tempo e surriscaldando la materia circostante.

Oltre la teoria

«Se è immerso in una regione brillante, come un disco di gas incandescente, ci aspettiamo che un buco nero crei una regione scura simile a un’ombra – ciò è previsto dalla relatività generale di Einstein, ma non l’abbiamo mai visto prima», ha spiegato il presidente del Consiglio scientifico dell’EHT Heino Falcke della Radboud University, Paesi Bassi. «Questa ombra, causata dalla deviazione gravitazionale e dalla cattura della luce dall’orizzonte degli eventi, ci può rivelare informazioni utili sulla natura di questi oggetti affascinanti e ci ha permesso di misurare l’enorme massa del buco nero di M87».

Numerose tecniche di calibrazione e di produzione delle immagini hanno rivelato una struttura ad anello con una regione centrale scura – l’ombra del buco nero – un risultato persistente su più osservazioni EHT indipendenti.

Il confronto

«Quando siamo stati sicuri di aver catturato l’ombra, abbiamo potuto confrontare i nostri risultati con una vasta libreria di modelli a computer che includono la fisica dello spazio deformato, della materia super-riscaldata e dei campi magnetici molto intensi. Molte caratteristiche dell’immagine osservata corrispondono nel dettaglio alle nostre ipotesi teoriche», osserva Paul T.P. Ho, membro del consiglio di amministrazione di EHT e direttore dell’Osservatorio dell’Asia orientale. «Ciò ci rende fiduciosi sull’interpretazione delle nostre osservazioni, compresa la stima della massa del buco nero».

«Il confronto tra teoria e osservazioni è sempre un momento drammatico per un teorico: è stato un sollievo ma anche una fonte di orgoglio rendersi conto che le osservazioni combaciavano perfettamente con le nostre previsioni», ha commentato Luciano Rezzolla, della Goethe Universität, in Germania, membro del consiglio di amministrazione dell’EHT.

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