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Il «carnevale d’autunno» torna a Verla: cinque carri per la Festa dell’Uva

Dal 25 al 27 settembre la 69ª edizione della storica manifestazione a Giovo. Oltre 400 volontari, arte e teatro, cinquanta etichette e per la prima volta un appuntamento dedicato all’enoturismo dopo l’ingresso del Comune nelle Città del Vino
24 Settembre 2026
4 min di lettura
(Foto: Alessandro Eccel)

GIOVO. Cinque carri allegorici, una cinquantina di etichette della Val di Cembra, oltre 400 volontari e tre giorni nei quali il centro di Verla tornerà a cambiare volto. Dal 25 al 27 settembre torna la Festa dell’Uva a Verla di Giovo, arrivata alla 69ª edizione. Il momento più atteso sarà ancora una volta la storica sfilata dei carri della domenica pomeriggio, una sorta di carnevale d’autunno che accompagna la manifestazione fin dalle sue origini.

Quest’anno, però, accanto agli appuntamenti ormai consolidati, gli organizzatori provano ad allargare il racconto della Festa: più spazio all’arte e alla memoria, un coinvolgimento diretto dei bambini e soprattutto una riflessione sul futuro turistico della viticoltura cembrana.

Il passaggio forse più significativo è infatti l’ingresso, avvenuto quest’anno, del Comune di Giovo nell’Associazione nazionale Città del Vino. Una novità che porta per la prima volta all’interno della Festa anche una tappa delle Notti del Vino, la rassegna nazionale promossa dall’associazione.

L’appuntamento è per sabato 26 settembre alle 17.30, nella sala conferenze della Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, con l’incontro “Enoturismo in verticale: strategie e nuove connessioni per Giovo e la Val di Cembra”. Fra gli ospiti ci saranno Mauro Agnoletti, direttore della Cattedra Unesco dell’Università di Firenze, Iole Piscolla dell’Osservatorio del Turismo del Vino, Sergio Valentini della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino ed Elena Claudia Chincarini dell’Associazione turistica Val di Cembra.

Il tema è quello di trasformare maggiormente in proposta turistica ciò che già caratterizza il territorio: i vigneti terrazzati, i muretti a secco, le cantine e un paesaggio costruito nei secoli dal lavoro agricolo.

Una storia iniziata nel 1958

Del resto il legame fra la manifestazione e l’economia vitivinicola è scritto nella sua stessa origine. La Festa dell’Uva nacque nel 1958, quando la Pro Loco di Giovo esisteva da appena due anni. L’obiettivo iniziale era molto concreto: valorizzare e promuovere la Schiava, che all’epoca veniva venduta anche come uva da tavola.

Negli anni la trasformazione della viticoltura cembrana ha cambiato anche la Festa, progressivamente diventata una vetrina dei vini della valle e affiancando all’agricoltura sport, gastronomia, spettacolo e arte.

È rimasto invece centrale il ruolo della comunità. Nei tre giorni della Festa saranno impegnati oltre 400 volontari, molti dei quali giovani e giovanissimi.

Marina Erler

«La cosa più bella è vedere generazioni diverse lavorare nella stessa direzione – spiega Marina Erler, presidente della Pro Loco di Giovo –. I giovani non sono semplicemente spettatori della Festa dell’Uva: ne sono protagonisti. È così che una tradizione rimane viva, quando qualcuno sceglie di consegnarla e qualcun altro decide di raccoglierla».

Non a caso, durante la presentazione dell’edizione 2026, la Pro Loco ha scelto di dare la parola anche a Matilde Amoroso, diciottenne e volontaria più giovane dell’associazione. «Essere volontaria mi fa sentire parte di qualcosa di più grande di me, mi fa vivere il mio paese, invece di abitarlo e basta. Penso sia questa la cosa più importante che mi sta insegnando essere in Pro Loco: capire che non tutto arriva dall’alto e che le grandi cose non si costruiscono da soli ma insieme».

Matilde Amoroso

Arte e memoria entrano nella Festa

Proprio il rapporto fra generazioni è uno dei fili conduttori delle novità di quest’anno. La Festa prova infatti ad affiancare alla sua dimensione più popolare un programma culturale più strutturato, utilizzando teatro, fotografia e arte per raccontare la propria storia.

Un primo assaggio è arrivato il 12 settembre con “Uva in scena”, lo spettacolo itinerante della Filodrammatica di Verla dedicato alla nascita e alla crescita della Pro Loco.

Durante i tre giorni della manifestazione sarà invece allestito “Tracce d’identità”, un percorso fra fotografie, volti e ricordi dell’associazione. Anche i bambini delle scuole primarie saranno coinvolti con “Carri in miniatura”, reinterpretando in scala ridotta il simbolo più riconoscibile della Festa.

«Sentiamo la responsabilità di portare avanti un evento quasi settantenne e di garantirne la continuità – sottolinea Erler –. Per questo abbiamo lavorato molto non solo sul programma, ma sul creare un gruppo, sul coinvolgere i più giovani e sul far partecipare le scuole primarie».

I carri, il «carnevale d’autunno» di Verla

Poi c’è la sfilata. I carri accompagnano la manifestazione fin dalla prima edizione del 1958 e la sfilata rappresenta oggi un caso pressoché unico in Trentino e forse in Italia. Nel corso delle varie edizioni ne sono stati costruiti più di 400. I temi legati alla vite, all’uva e alla vendemmia vengono trasformati in grandi scenografie mobili, accompagnate da costumi, musica e coreografie.

Dietro ai pochi minuti della sfilata c’è un lavoro che comincia mesi prima: gruppi e frazioni progettano il proprio carro, costruiscono le strutture e preparano la messa in scena con cui sfidarsi per il trofeo finale.

Nel 2026 saranno cinque i carri in concorso. La sfilata partirà domenica 27 settembre alle 14.30 e sarà ancora una volta il gran finale della Festa. L’attesa è alimentata anche dai numeri dello scorso anno: nel 2025 la manifestazione aveva richiamato complessivamente circa 15 mila visitatori e 1.400 persone avevano partecipato alla votazione popolare dei carri.

Dalla Marcia dell’Uva ai pali

Il programma vero e proprio comincerà venerdì 25 settembre. Sabato entrerà nel vivo con la cronoscalata ciclistica, organizzata insieme all’Us Montecorona, laboratori, spettacoli e attività distribuite nel paese.

In serata torneranno anche due competizioni legate alla tradizione contadina, il Palio dei Ceveri e il Palio dei Congiai, fra agonismo e ironia.

Domenica mattina sarà invece la volta della 37ª Marcia dell’Uva, che porterà i partecipanti attraverso vigneti terrazzati, masi, boschi, borghi e antiche chiesette. Lo scorso anno erano stati circa 1.500.

Poi, alle 14.30, toccherà ai cinque carri.

Per tutto il fine settimana le vie del centro di Verla ospiteranno inoltre stand gastronomici, musica, spettacoli e degustazioni, con circa cinquanta etichette della Val di Cembra. Fra le novità di quest’anno ci sarà anche un’offerta gastronomica dedicata alle persone celiache per tutte e tre le giornate.

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