LAVIS. Ci sono esperienze che fai e quando torni resta tutto come prima mentre ne esistono altre che ti stravolgono. Dal 25 agosto al 7 settembre sono stata in Kenya per un viaggio di volontariato, e posso dire che sono state due settimane intense.
Siamo partite in quattro: io (Giulia), Alice ed Eleonora, che ci conosciamo grazie all’attività di animazione dell’Oratorio di Lavis, e Nina, arrivata da Trieste per condividere questo percorso insieme a noi.

L’impatto
Prima del volo c’era tanta emozione, qualche inevitabile ansia, ma soprattutto un forte desiderio di mettersi in gioco e dare una mano.
L’impatto con la realtà locale è stato forte e senza filtri.
Durante la nostra permanenza abbiamo affrontato contesti durissimi. Siamo entrate nelle slum, le baraccopoli dove la povertà non è un paragrafo nei libri di storia, ma la vita di tutti i giorni fatta di case di lamiera o fango, strade di terra, e risorse minime.
Abbiamo visitato anche le cave della zona, dove il lavoro fisico è disumano e sfiancante. Vedere certe cose da vicino ti lascia prima di tutto senza parole, con un nodo alla gola che ti fa riflettere su tante ingiustizie.

Un’umanità pazzesca
Eppure, proprio lì a Mitunguu, dove si direbbe che manchi ogni cosa per poter vivere “bene”, abbiamo trovato un’umanità pazzesca.
I protagonisti della nostra esperienza sono stati i bambini: passare le giornate con loro, ballare, cantare e tenersi per mano è stato un regalo inestimabile.
La loro energia travolgente e i loro sorrisi puliti hanno spazzato via ogni preoccupazione o barriera linguistica. Ai bimbi bastava davvero pochissimo per essere sorridenti, e i loro sorrisi credo che non ce li dimenticheremo mai.

Il ritorno
Tornare a casa il 7 settembre è stato difficilissimo. Il famoso “mal d’Africa” non è solo nostalgia di bei paesaggi, ma la mancanza di quella semplicità e di quella connessione vera con le persone.
Io, Alice, Eleonora e Nina abbiamo lasciato un pezzetto di cuore tra quelle strade di terra rossa, ma ci siamo portate a casa una lezione preziosa su cosa conta davvero.
È stata un’esperienza bellissima, profonda e arricchente, che continuerà a vivere in noi ogni singolo giorno. E chissà, magari il prossimo anno, vedere come sono cresciuti i nostri bimbi sarà l’occasione per tornare da loro! ❤️




