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Croce Rossa, a Lavis il nuovo polo logistico provinciale: 3.600 metri quadrati per le emergenze

La struttura di via Guetti concentra mezzi e attrezzature destinati agli interventi in tutto il Trentino. Lavis era già sede di un deposito, ormai diventato insufficiente per la crescita delle dotazioni
14 Settembre 2026
2 min di lettura

LAVIS. Lavis diventa ancora più centrale nella macchina delle emergenze del Trentino. È stato inaugurato sabato 12 settembre in via Guetti il nuovo polo logistico provinciale di Protezione civile della Croce Rossa Italiana, una struttura di oltre 3.600 metri quadrati nella quale saranno concentrati mezzi, materiali e attrezzature da movimentare in caso di necessità su tutto il territorio provinciale.

Non si tratta, in realtà, di un arrivo completamente nuovo per Lavis. La Croce Rossa disponeva già da anni di spazi logistici sul territorio comunale. E proprio qui sta uno degli aspetti più interessanti dell’operazione: nella relazione di missione riferita al 2024, il Comitato provinciale spiegava infatti che l’aumento dei mezzi e dei beni destinati alla Protezione civile aveva reso insufficiente il deposito già utilizzato a Lavis, tanto da rendere necessario avviare la ricerca di un nuovo capannone. La struttura inaugurata in questi giorni rappresenta quindi un deciso salto di dimensioni per una presenza che sul territorio era già consolidata.

Un magazzino per le emergenze di tutto il Trentino

Il nuovo polo dispone di 2.149 metri quadrati coperti, ai quali si aggiungono altri 1.514 metri quadrati di area esterna. All’acquisto della struttura la Provincia autonoma di Trento ha contribuito con circa 1,8 milioni di euro.

Ma sono soprattutto le dimensioni della dotazione ospitata a dare l’idea della funzione della nuova sede. Nel polo trovano spazio due ambulanze di soccorso, un autobus, quindici autocarri, un’autogru, un trattore stradale, un’idrovora, due torri faro, tre fuoristrada e venti automobili. Ci sono poi due furgoni attrezzati per il trasporto di persone con disabilità, quattro motoveicoli operativi, quindici carrelli e due carrelli elevatori.

Il materiale è pensato anche per affrontare emergenze di dimensioni più rilevanti. A Lavis saranno custoditi due posti medici avanzati, uno shelter utilizzabile come sala operatoria, una cucina mobile, una cella frigorifera, gommoni motorizzati e un catamarano destinato ai soccorsi durante le alluvioni. A questi si aggiungono tende pneumatiche, tensostrutture, moduli doccia, generatori, cisterne e impianti di illuminazione. L’obiettivo è avere materiali e mezzi ordinati in un unico punto e pronti a partire quando vengono richiesti.

Dietro i mezzi, quasi mille operatori formati

Naturalmente il polo è solo la parte materiale del sistema. Secondo i dati diffusi dalla Croce Rossa, in Trentino sono 920 tra volontari e dipendenti ad avere la qualifica OPEM, quella degli operatori formati specificamente per le emergenze.

A questi si aggiungono unità cinofile per la ricerca tra macerie e in superficie, operatori per il soccorso in acqua e nelle alluvioni, personale specializzato negli interventi in presenza di rischio chimico, biologico, radiologico e nucleare, soccorritori sulle piste, motociclisti e operatori preparati anche per la salvaguardia del patrimonio culturale.

All’inaugurazione erano presenti il presidente provinciale della Croce Rossa Sergio Bonadio, i vertici della Protezione civile trentina e numerosi volontari, insieme al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, al presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini e al sindaco di Lavis Luca Paolazzi.

Per Lavis il dato forse più significativo va però oltre la cerimonia: una parte importante della capacità di risposta della Croce Rossa alle emergenze dell’intero Trentino viene ora organizzata e custodita proprio qui. Una funzione provinciale che rafforza ulteriormente il legame, già esistente da anni, fra il territorio lavisano e il sistema del soccorso e della Protezione civile.

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