San Michele, altri sei mesi di cassa integrazione per i lavori del Mercatone Uno

I commissari al lavoro per la ricerca di un potenziale acquirente. Ma al momento è andata a buon fine solo l’offerta di acquisto di cinque punti vendita, non quello trentino

TRENTO. Arriva una boccata d’ossigeno per i dipendenti del Mercatone Uno, fallito oltre un anno fa. Il decreto Rilancio Italia prevede una proroga di sei mesi la cassa integrazione dei 1.643 lavoratori, una trentina circa a San Michele all’Adige. Una decisione chiesta con forza dalle organizzazioni sindacali, Filcams, Fisascat e Uiltucs al tavolo con del Ministero dello Sviluppo economico.

«L’emergenza Coronavirus purtroppo non ha fatto altro che peggiorare una situazione già difficile – dice Alessandro Stella funzionario Filcams, che segue i lavoratori del punto vendita di San Michele all’Adige -. Senza la proroga dell’ammortizzatore sociale, che si sarebbe concluso tra pochi giorni, molti di questi dipendenti si sarebbero trovati in grandi difficoltà in un momento già drammatico sul mercato del lavoro. L’Inps intanto non ha ancora disposto l’integrazione salariale come prevista dalla legge 8/2020».

La ricerca di un acquirente


La proroga è indispensabile anche per portare avanti il complesso lavoro dei commissari, che devono individuare un potenziale acquirente. Ad oggi è andata a buon fine solo un’offerta parziale d’acquisto che riguarda solo cinque punti vendita, non quello trentino, per un totale di 155 lavoratori interessati. Adesso di attende il via libera del Ministero alla proroga del mandato dei commissari.

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