Padre Alex Zanotelli a Lavis: “Costruire la pace è una responsabilità quotidiana”

Il missionario comboniano torna in Trentino per un incontro pubblico promosso dal Comune: al centro il no al riarmo, la denuncia delle disuguaglianze e l’invito a una responsabilità personale e collettiva

LAVIS. Sarà dedicato al tema della pace, in un tempo segnato dai conflitti e dal riarmo globale, l’incontro pubblico con padre Alex Zanotelli in programma a Lavis domenica 4 gennaio alle 18, all’oratorio. L’iniziativa è promossa dal Comune di Lavis, in collaborazione con Tam Tam per Korogocho e Anima Mundi, e si inserisce nel percorso di educazione alla pace portato avanti dall’amministrazione comunale. A introdurre l’incontro sarà Piergiorgio Bortolotti.

Missionario comboniano, giornalista e attivista, Zanotelli è una delle voci più radicali e riconoscibili del pacifismo italiano. Nato nel 1938 in Trentino, ha trascorso lunghi anni in Africa, prima in Sudan e poi nella baraccopoli di Korogocho, a Nairobi, esperienza che ha segnato in modo definitivo il suo sguardo sul mondo. Tornato in Italia, ha continuato a intrecciare fede e impegno civile, diventando un punto di riferimento per i movimenti contro la guerra, il commercio di armi e la privatizzazione dei beni comuni. Oggi vive a Napoli, nel quartiere Sanità, in una scelta di prossimità alle periferie urbane.

Costruire la pace


Il titolo dell’incontro – “Costruire la pace in tempo di guerra. Costruire la pace sempre” – richiama una convinzione che Zanotelli ribadisce da anni e che emerge anche in una recente intervista al Fatto Quotidiano, in cui il missionario non nasconde la propria inquietudine per la fase storica attuale. «Siamo in un mondo pagano che va verso l’autodistruzione», afferma, riferendosi alla corsa agli armamenti, al rischio nucleare e alla crisi climatica. Una preoccupazione che si accompagna però alla richiesta di un’assunzione di responsabilità collettiva: «I movimenti per la pace devono avere il coraggio di pagare di persona. È necessario tornare alla disobbedienza civile».

Nell’intervista, Zanotelli richiama esplicitamente i cristiani e la Chiesa, chiedendo coerenza tra fede e scelte economiche e politiche. «Dobbiamo insistere affinché i cristiani tolgano i propri soldi dalle banche che investono in armi», dice, criticando apertamente l’aumento delle spese militari in Europa e in Italia. Parole che si inseriscono in una riflessione più ampia sulle disuguaglianze sociali, sulla povertà crescente e sul ruolo delle istituzioni, soprattutto nel Mezzogiorno, dove – sottolinea – «la gente sta soffrendo sul serio».

A Lavis, Zanotelli porterà questa visione maturata in decenni di missione, lotte civili e presenza accanto agli ultimi. Un invito a considerare la pace come una pratica quotidiana, personale e collettiva. «La salvezza viene dal basso», dice ancora nell’intervista, «mettendoci insieme, riempiendo le piazze e dicendo no».

Foto in evidenza: Di Elitre & User:Cryptex – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3834219

Aggiornamento 1 gennaio 12.43: in una prima versione di questo articolo si riportava come luogo palazzo de Maffei, poi modificato con l’oratorio per il cambio di sede deciso dagli organizzatori

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