Pressano rende omaggio al suo santo partono con uno spettacolo artistico-poetico proprio nella chiesa lui dedicata
Pressano. Quella di sabato sera è una proposta nata dalla compagnia teatrale Felice Filó di Pressano che proprio da San Felice prende il nome. Gli attori volevano fare qualcosa per onorare il Santo di Nola nell’anno che gli abitanti di Pressano hanno dedicato al loro patrono e alla sua riscoperta.
Lo spettacolo, che si terrà nella chiesa di Pressano dopo la celebrazione della Santa Messa delle 20.00, nasce dalla collaborazione tra la compagnia teatrale di Pressano, la musicista Serena Marchi e Lorenzo Cainelli che nel 2023 ha coordinato tutti gli eventi dell’anno udalriciano di Lavis. Partendo dai testi dei “Carmi di San Paolino da Nola” sono stati rielaborati tre brani che raccontano di tre miracoli avvenuti nella vita di San Felice, teatralizzati dai ragazzi della Felice Filò e accompagnati da musiche scritte e interpretate dalla compaesana Serena Marchi.
San Paolino e i Carmina dedicati e San Felice
San Felice fu uno dei primi santi della Chiesa cattolica e il primo vescovo della città di Nola. Il suo culto venne ripreso e diffuso nel IV secolo da un altro santo della cristianità, San Paolino, suo successore sulla cattedra vescovile di Nola.
Il vescovo Paolino era molto devoto a San Felice e a lui dedicò alcuni carmi natalizi che rappresentano una delle più altre testimonianze della poesia cristiana dei primi secoli.
San Paolino è noto anche come il santo delle campane e patrono dei campanari in quanto, secondo la tradizione cristiana, è stato proprio lui a introdurre le campane come oggetti utilizzati in ambito ecclesiastrico.
L’uva miracolosa
Non volendo svelare troppo su quanto preparato possiamo solo concludere dicendo che alla fine della serata ci sarà anche un momento conviviale che riprenderà il terzo miracolo del santo, quello collegato a dell’uva miracolosa. E se c’è un territorio vocato alla coltivazione dell’uva questo è proprio Pressano e le sue colline e quindi evviva San Felice da Nola, evviva il patrono di Pressano.

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