La battaglia al ponte di Lavis fra sangue e romanticismo

Come spesso accade l’arte trae spunti da tragici eventi e anche una battaglia nell’abitato di Lavis è diventata un’opera teatrale

Rolly Marchi, il lavisano doc che non dimenticò mai il suo paese natio

Il noto lavisano, di cui ricorrerà il centenario dalla nascita il prossimo 31 maggio, mantenne sempre un forte legame con il suo paese di origine dove spesso tornava anche per organizzare importanti eventi sportivi

Quando c’era l’autarchia e a Lavis si raccoglievano le ortiche per confezionare i tessuti per i soldati

Negli anni difficili della prima guerra mondiale tutto poteva diventare una risorsa per il sostentamento della popolazione locale

L’entrata in guerra degli Stati Uniti – Le pillole di Storia

L’intervento degli americani, tra idealismo e motivi economici, spostò gli equilibri del conflitto e condizionò pesantemente anche il dopoguerra

Il gruppo giovani dell’oratorio di Lavis alla fine degli anni Settanta

Gite, campeggi, pellegrinaggi ma anche tanto volontariato e solidarietà nei ricordi di Giorgio Vichi

La Serra di San Giorgio al Zambel

La storia e le conseguenze di questo imponente lavoro che ha cambiato la fisionomia del corso dell’Avisio

I profughi della prima guerra mondiale – Le pillole di Storia

Per la prima volta nella storia le esigenze belliche fecero spostare masse ingenti di civili i cui flussi si normalizzarono parecchio dopo la fine del conflitto

Anche un lavisano tra gli imprenditori che lavorarono alla regolazione del fiume Adige

In un documento del 1818 scopriamo che Antonio Nicolodi vinse una gara per i lavori di scavo durante il primo progetto di rettifica dell’Adige a Piglon

Quando i lavisani andarono a Vienna per protestare contro la nuova ferrovia

Nel 1856 una delegazione di lavisani andò dall’Imperatore Francesco Giuseppe per chiedere la modifica del tracciato della nuova ferrovia ed ottenne ragione

La misteriosa aquila del parco urbano di Lavis

Da anni questo manufatto del passato, tornato alla luce per caso, ci osserva dal suo “nido” di pietra

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