Gino Cecchettin a Lavis e Mezzolombardo

La presentazione del libro “Cara Giulia” è stata un’occasione per riflettere sui modelli di riferimento e sulle fragilità della nostra società

Mezzolombardo. Grande partecipazione lunedì sera a Mezzolombardo in occasione del dialogo con Gino Cecchettin, tra emozioni e spunti per leggere insieme il futuro. La serata, organizzata dal gruppo GenerAzioni contro la violenza di genere in collaborazione con il Distretto Famiglie Rotaliana Königsberg, ha visto la partecipazione di ben 450 persone tra chi è riuscito ad ottenere un posto in sala al teatro San Pietro e chi invece ha potuto seguire l’evento in diretta streaming dalla sala polivalente della biblioteca di Mezzolombardo.

Sul palco con Cecchettin, Barbara Poggio, Prorettrice alle politiche di equità e diversità nonché professoressa ordinaria presso la facoltà di Sociologia e Ricerca Sociale presso l’Università degli Studi di Trento, membro del comitato scientifico della Fondazione Giulia Cecchettin e consulente della commissione femminicidio.

I temi e gli interventi


Nel dialogo con Cecchettin sono stati molti i temi toccati: la sua lettera a cuore aperto, poi trasformata nel libro «Cara Giulia: tutto quello che ho imparato da mia figlia» ha guidato i presenti attraverso la sua storia, parlando del rapporto genitori-figli rispetto alle relazioni affettive, ma soprattutto del bisogno di un modello maschile per i giovani uomini che sia attento alla cura, alle relazioni, al rispetto della differenza, al riconoscimento delle discriminazioni. Al termine della serata è intervenuta la deputata Sara Ferrari, capogruppo PD in commissione femminicidio, la quale ha raccontato ai presenti il lavoro che la commissione sta portando avanti, in particolare sull’inizio dell’indagine sulla violenza digitale contro le donne.

Come posso aiutare?


Significativo il fatto che in una sala a presenza prevalentemente femminile, ad intervenire per primi siano stati tre giovani uomini: rivolgendosi a Cecchettin hanno chiesto una nuova rotta, un modo per reagire, alzare la voce e farsi sentire dai coetanei. «Come possiamo aiutare? – ho chiesto – Una volta usciti dal teatro, cosa possiamo fare nel concreto?». Nella risposta di Cecchettin nessuna grande rivelazione, ma l’affidamento di una missione: «Siate testimoni – ha detto – fatevi vedere, parlatene con gli amici e siate voi stessi, fate dibattito, così creeremo una nuova società. Il vero coraggio è questo: prendere posizione di fronte a battute sessiste che non fanno più ridere. Annunciate l’amore vero, che non è legato a dominio, prevaricazione e controllo».

Tracce nel bosco


Gino Cecchettin non è un superuomo, non è una celebrity, non sta volentieri al centro dell’attenzione: forse è per questo che la sua presenza mite rassicura. Di fatto, è un papà, uno di quei padri che sono sempre pronti ad ascoltarti, a darti una pacca sulla spalla e dirti che «va tutto bene». Quando parla di Giulia, parla di gioia, attraversa il dolore e con una dignità disarmante trasmette messaggi di speranza. È la rappresentazione di quello che i Pinguini Tattici Nucleari hanno voluto trasmettere nel brano Piccola Volpe: «io seguirò, se lo vorrai, le tracce nel bosco che mi lascerai».

Ecco, le tracce nel bosco lasciate da Giulia sono proprio queste: vivere, aiutare gli altri, trovare un sogno e fare di tutto per realizzarlo: «Dedicando del tempo ai miei figli ho imparato a lasciar andare quello che non serve. Ho scelto di vivere per lei perché da lei ho imparato a godere della vita in ogni singolo istante».

GenerAzioni


L’incontro con Gino Cecchettin è stato fortemente desiderato dal gruppo “GeneraAzioni contro la violenza di genere” e altrettanto fortemente sostenuto dal distretto famiglia rotaliana Koenigsberg; Se nella prima edizione ci si è mossi come gruppo informale, dal basso, chiedendo sostegno alle due amministrazioni, Lavis e Terre D’Adige, quest’anno l’evoluzione è stata quella di mettere questo progetto sul tavolo della Rotaliana, per un sostegno più allargato ed anche per poter coinvolgere una comunità più ampia, comprese le scuole.

Il gruppo nasce nel 2024 come movimento spontaneo, dall’incontro di 5 donne, Roshanthi Nicolò, Katia Castellan, Gloria Mihelcic, Valeria Mosna ed Elena Tonazzolli, con l’obiettivo di realizzare dei percorsi concreti ed attivi rispetto al tema della violenza di genere e dei femminicidi, con la volontà ed il desiderio di smuovere le coscienze, in primis le nostre per poi allargare alle nostre comunità. La prima edizione si è rivolta principalmente agli adulti con un percorso di autodifesa (premettendo che qui l’interesse è stato trasversale dai 14 anni ai 70) e dei progetti di sensibilizzazione che andavano ad affiancare gli incontri in palestra.

«Nella seconda edizione – spiega Roshanthi – le progettualità su cui stiamo lavorando e ragionando e che poi presenteremo al tavolo del distretto famiglia, vogliono dare priorità ed attenzione alle scuole, ponendo attenzione alla parità di genere, all’educazione all’affettività, alle relazione, al valore della comunicazione, al corretto utilizzo degli strumenti digitali, alla genitorialità. Queste sono infatti le tematiche ed i progetti che intendiamo presentare alle scuole della Piana Rotaliana ma anche ad altre scuole del territorio provinciale qualora ci fosse interesse. La cosa che ci preme come gruppo è poter lavorare con i ragazzi ed insieme alle loro idee, dando spazio a ciò che a loro potrebbe interessare, passando naturalmente per un confronto con le dirigenti e corpo docenti».

L’incontro con Cecchettin e uno sguardo al futuro


«Lo scorso lunedì’ 15 settembre è stata una giornata speciale ed intensa perché l’incontro con Gino Cecchettin ci ha regalato molti spunti di riflessione di cui fare tesoro e per proseguire nella giusta direzione – spiega ancora Roshanthi – al mattino all’incontro con ragazzi e le ragazze delle scuola media, tenutosi al palazzetto dello sport di Lavis ha visto un momento davvero molto partecipato con più di 300 ragazzi e ragazze seduti sugli spalti insieme ad insegnati e dirigenti che hanno creduto insieme a noi in questo incontro e che lo hanno reso possibile. Un’occasione in cui si è lasciato molto spazio ai ragazzi e alle ragazze degli istituti comprensivi di poter rivolgere domande direttamente al signor Cecchettin che ha risposto loro con sincerità, con cuore e con le parole giuste.

La sera ha visto un incontro altrettanto partecipato e sentito, con il teatro san Pietro di Mezzolombardo, andato soldout dopo poche ore dalla pubblicazione dell’evento e motivo per cui si è deciso di aprire anche la sala polifunzionale della biblioteca, piena anche con questa con il collegamento in streaming reso possibile dal contributo della Comunità Rotaliana Königsberg.

Come organizzatrici e come gruppo GenerAzioni, stiamo anche valutando la possibilità di creare un’associazione, siamo assolutamente soddisfatte e grate a tutte le persone che ci hanno sostenuto ed aiutato nella realizzazione di questa giornata, persone che non nominiamo singolarmente perché non vorremo dimenticarne nessuna. Mandiamo un ringraziamento esteso al Distretto famiglia, al tavolo di lavoro, alle amministrazioni, agli uffici tecnici, alla stampa e non da ultimo alla comunità che ha voluto esserci e ci ha fatto capire che c’è bisogno di parlare di questi temi. Ora, da qui, siamo pronte a ripartire perché abbiamo ancora tante idee ed energie che vorremmo mettere in campo e che speriamo di vedere realizzate e concretizzate nei prossimi mesi».

Nato a Trento nel 2001, studente di Lingue Moderne all’Università degli Studi di Trento, è collaboratore per il quotidiano il T e per il settimanale Vita Trentina. Grande appassionato di cinema e serie tv, è vicepresidente dell’Associazione Culturale Lavisana.

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