La nascita dei primi club ciclistici e le prime gare in regione

Fra le prime gare ciclistiche della regione la cronaca riporta la Trento-Lavis del 1887 e 1888

Lavis. La storia che vi raccontiamo oggi nasce a Trento ed è dedicata a tutti gli sportivi amanti delle due ruote.

La nascita del Veloce Club Trentino


1.Siamo alla fine del 1800, più precisamente marzo 1887, e un gruppo di appassionati ciclisti, persone benestanti residenti a Trento, sulla spinta del dott. Francesco Gerloni ebbe un’idea nuova. Dopo varie amichevoli riunioni fondarono un’associazione ciclistica a cui diedero il nome di Veloce Club Trentino. Lo stesso Gerloni ne divenne il presidente.

Poiché il gruppo comprendeva anche persone di Rovereto e Ala, venne deciso di non far torto a nessuno e il direttivo stabilì che la sede del sodalizio dovesse alternarsi ogni anno tra Trento e Rovereto.

Il biciclo o sdramola


2.Siamo agli albori del ciclismo e le bici che circolavano all’epoca erano i “biciclo”. Queste biciclette avevano una ruota gigante con annessi i pedali e manubrio davanti ed un ruotino piccolo posteriore.

Essendo un mezzo di locomozione ancora inusuale c’era chi lo aveva anche paragonato a un cavallo di acciaio e gli diede il soprannome di “sdramola”. A questo infernale ordigno, che aveva introdotto un nuovo modo di viaggiare e di fare le corse, rimase questo soprannome a Trento e dintorni.

La prima gita sociale


3.Dopo un paio di mesi dalla nascita dell’associazione ciclistica il direttivo decise di fare la prima gita dei soci e simpatizzanti: siamo a maggio. Quella giornata, dopo l’adunata e il sorteggio di coloro che avrebbero seguito a piedi o in carrozza l’itinerario fino a Lavis (otto chilometri di strada sterrata e polverosa), i valorosi ciclisti partirono con i loro bicicli pedalando con ardore per la prima Trento-Lavis.

Si può dire che la giustizia celeste non mancò in quella occasione. Dicono infatti le cronache di allora che la prima gita sociale da Trento a Lavis “fu gustosissima” perché frequentemente interrotta dai ben noti “salti in testa”.

Cosa fossero questi “salti in testa” è presto detto. Capitava spesso che il biciclo si impuntasse a un sasso o a una cunetta presa male: il ruotone davanti allora si bloccava e il malcapitato cavaliere per forza d’inerzia, pur strette le mani al manubrio, compiva un perfetto ma disastrato salto in avanti, in una spettacolosa “schiramela”.


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Le prime gare


4.Dalla gita alla corsa il passo fu breve.
Per la festa di S. Vigilio, il 26 giugno, fu organizzata la prima corsa del sodalizio. Anzi, le corse furono due: quella per i principianti da Trento a Gardolo e quella per i “provetti” da Trento a Lavis. Probabilmente con le stesse “avventure” del mese precedente.

Ma fu un anno dopo, cioè nel 1888, che si disputarono le corse vere e proprie con la partecipazione anche di corridori veronesi. Organizzata a puntino dal comitato preposto, la partenza venne fissata da Piazza della Stazione (così si chiamava la piazza prima del monumento a Dante).

Quando i corridori trentini si presentarono con i loro famosi bicicli dal ruotone gigante davanti e dalla rotellina dietro tirati a lucido, rimasero meravigliati nel vedere ai nastri di partenza i corridori veronesi con le biciclette con trasmissione a catena e con le ruote di uguale diametro.

La diversa maneggevolezza del mezzo ebbe peso determinante sull’esito delle gare, che si risolsero tutte in vittorie veronesi. Ai corridori trentini rimase la consolazione di riuscire per lo meno ad arrivare al traguardo nel tempo massimo tra gli applausi della gente.

La nascita di altri club ciclistici


5.Sulla spinta di quanto era avvento a Trento, anche nel paese di Lavis nacque un’associazione ciclistica simile nel nome, il Lavis Veloce Club Basso Avisio. Era il 1904. In quegli anni anche a Cavalese e nei paesi limitrofi si organizzarono per la nascita di un’associazione ciclistica: il Club Ciclistico Alto Avisio.

Collezionista e appassionato di storia locale. È autore di alcuni libri sulle vicende belliche della prima guerra mondiale.

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