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TRA FEUDALITÀ E PATRIZIATO URBANO NEL MEZZOGIORNO MODERNO del Prof. Angelo Avignone Tra feudalità e patriziati Col venir meno della qualità specifica vassallatica, nell'età moderna il sistema sociale e politico costruito dalla feudalità continuava a reggersi su un rapporto di tipo contrattuale tra signore e vassallo, al cui interno la nobiltà feudale si trovava in una posizione mediana. Cioè svolgeva un ruolo politico tendente a relazionarsi sia con la corona sia con i propri vassalli. Ruolo, questo della nobiltà feudale, che diventava a seconda delle circostanze e degli interessi, ora contrastante ora alleato. Oltre che godere di prerogative politiche formali, la nobiltà feudale si pronunciava nelle sedi |
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finanziamento comunitario: sono questi i principali obiettivi della "Risoluzione di Palermo", firmata a Palazzo dei Normanni (foto sopra), a conclusione del terzo convegno organizzato dal Centro regionale di restauro, durante il quale 27 Paesi del Mediterraneo e 200 partecipanti per quattro giorni hanno discusso di restauro e conservazione. Riuniti attorno allo stesso tavolo i rappresentanti dei centri di restauro e dei ministeri alla Cultura delle sponde Sud e Nord. "La Risoluzione di Palermo è un atto di grande importanza che regola la collaborazione e la cooperazione tra le sponde del Mediterraneo", ha commentato l'assessore regionale ai Beni culturali, Lino Leanza. La Sicilia, ha aggiunto, "e' riuscita a far dialogare, su un tema delicato come quello del restauro, paesi con problematiche e metodologie differenti, che hanno riconosciuto la nostra abilità nell'uso di tecnologie innovative. Il cantiere della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, il più importante aperto nell'area mediterranea, e' diventato un modello di eccellenza da studiare". La "Risoluzione di Palermo" avvia anche i lavori per l'identificazione e la mappatura dei beni del Mediterraneo in previsione di una Carta del rischio dell'area. (AGI) |

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NEWS |
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Selezione dell’attività associativa e culturale del periodo sett-ott Anno 2007 |
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Beni culturali: 27 Paesi mediterranei siglano la Carta di Palermo Palermo, 20 ott 2007 Maggiori opportunità di collaborazione tra le università, aiuto ai Paesi della sponda Sud, diffusione della cultura della prevenzione in campo culturale, sviluppo di programmi di |
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Area Med - Euromed preme per la zona di libero scambio. Una nuova road map "ambiziosa" per l'istituzione dell'area di Libero scambio Euromediterranea entro il 2010. E' questo il prossimo passo da compiere deciso al termine della sesta conferenza Euromed dei ministri del commercio che si è svolta nei giorni scorsi a Lisbona. I ministri hanno infatti stabilito la creazione di un gruppo di lavoro costituito da esperti dell'Unione Europea che dovrà nei prossimi mesi disegnare l'itinerario che porti alla piena realizzazione dell'area di libero scambio: il primo incontro del gruppo di lavoro si svolgerà all'inizio del 2008 in Egitto, mentre i primi risultati verranno sottoposti alla conferenza dei ministri alla conferenza dei ministri del commercio Euromed nella seconda metà del prossimo anno. La fotografia dell'attuale avvicinamento all'obiettivo di Lisbona è giudicata positiva dai ministri Euromed, che hanno sottolineato i progressi compiuti nella regione con i negoziati per la liberalizzazione dei servizi commerciali stabiliti seguendo tre linee guida: la compatibilità con le regole del Wto, una forte integrazione regionale e una prospettiva di sviluppo. |
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assemblee. Il problema della partecipazione dell'aristocrazia feudale al potere, del suo ruolo nel sistema politico non si può ridurre all'aspetto formale della sua partecipazione alle assemblee dei ceti o ai Consigli, infatti i signori, nelle loro prerogative politiche formali, si sentivano investiti dello specifico sistema di rappresentanza. Essi occupavano il vertice della piramide sociale, che quasi ovunque conservava forti connotati feudali, e continuavano a scambiare la loro protezione contro la fedeltà dei vassalli. I gentiluomini di grado inferiore, piccoli proprietari e fittavoli, si mobilitavano al seguito del loro signore, si dichiaravano "suoi uomini", indossavano la sua livrea e lo seguivano sui campi di battaglia. I grandi feudatari, che erano pure capi militari e protettori dei loro soldati, in quanto signori di vasti domini o governatori di intere province, avevano funzioni di intermediari tra i vari corpi della società locale ed il potere centrale del sovrano. (Continua a pag. 2) |
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istituzionali, costituite dalle assemblee rappresentative dei ceti, il cui compito consisteva nel presentare proposte o lamentele riguardo all'andamento del governo e manifestare il consenso dei corpi dello stato - clero e aristocrazia - circa gli aiuti in denaro richiesti ai sudditi da parte del sovrano. Il sovrano, per condividere con sé il peso della gestione degli affari pubblici, convocava nei Parlamenti e nelle assemblee di «stati» i baroni, che erano tenuti a prestare al suo signore anche il consilium, cioè l'assistenza nell'opera di governo. Questo compito, a poco a poco, venne esteso anche alla nobiltà minore e ai rappresentanti delle città. La partecipazione alle assemblee era un obbligo e quindi una espressione diretta di fedeltà, ma nel corso degli anni era invalso l'uso della delega, cosa che incideva sul prestigio delle istituzioni, per cui la nobiltà e il clero si facevano sostituire. Questo progressivo disinteresse della nobiltà, di fatto, facilitava la politica "assolutistica" dei sovrani, che tendeva a privare di potere le |



